L’ecobonus può tornare al 65%

Si apre uno spiraglio per rimpolpare l’ecobonus. La detrazione potrebbe salire, nel 2027, al 65%. In sostanza, sarebbe un ritorno al passato, con l’obiettivo di migliorare la classe energetica degli immobili residenziali attraverso “sconti” su interventi come sostituzione della caldaia, infissi, solare termico e cappotto termico.
L’ecobonus oggi
Oggi l’ecobonus prevede una detrazione del 50% sulle prime case e del 36% sulle altre. Non è ancora chiaro se il ritocco riguarderà solo l’abitazione principale o si porterà dietro un innalzamento anche per gli altri immobili.
L’apertura del governo si deve alla flessibilità di bilancio concessa dall’Unione europea sulle misure legate alla transizione energetica. Per l’Italia, si tradurrebbe in circa 14 miliardi. Una cifra che permetterebbe di coprire senza troppi patemi l’adeguamento delle detrazioni.
Quanto “costa” l’ecobonus?
L’Ecobonus muove – afferma l’Enea – circa 3,6 miliardi l’anno. A parità di perimetro, un aumento di 15 punti percentuali comporterebbe un aggravio per le casse dello Stato di circa mezzo miliardo. Certo, si tratta ancora di una stima molto prematura. Potrebbe essere influenzata (al rialzo o al ribasso) dalla lista dei lavori inclusi, dallo scenario economico e dalla propensione alla spesa degli italiani, ma anche dalla possibilità che la maggiorazione blocchi il mercato negli ultimi mesi del 2026 e riversi sul 2027 richieste d’interventi oltre la media. Al di là dei dettagli, comunque, il mezzo miliardo è quantomeno un riferimento che indica l’ordine di grandezza dell’intervento.
Secondo le statistiche dell’Enea, riportate da Il Sole 24 Ore, nel 2025 la maggior parte degli interventi ha riguardato la sostituzione degli infissi: da sola è valsa circa 2 miliardi. Seguono cappotti termici e coibentazione (600 milioni), pompe di calore e condizionatori (371 milioni) e schermature solari (300 milioni).
Immobili da valorizzare
Spingere la riqualificazione energetica degli immobili ha diversi obiettivi. Maggiore indipendenza energetica, risparmio economico per le famiglie e minori emissioni vanno di pari passo con potenziali effetti sul mercato immobiliare, sulle compravendite e (in modo più marginale) sui mutui.
Una casa più sostenibile acquisisce infatti valore, diventa più appetibile sul mercato e - nel caso di finanziamenti - rappresenta una garanzia più solida. È quindi più preziosa non solo per chi ci abita ma anche per i proprietari che – in prospettiva – hanno intenzione di vendere o investire.
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