Quasi 10 milioni di italiani vivono in case poco salubri

Quasi 10 milioni di italiani convivono con problemi domestici. Per l’esattezza, secondo i dati Istat, 4,3 milioni di nuclei familiari, pari a circa 9,4 milioni di persone. L’estetica, che pure è un problema, non rappresenta il punto centrale. Una casa poco curata, infatti, può avere ripercussioni sulla salute: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ad esempio, il 13% dei casi di asma cronico infantile nei Paesi industrializzati è correlato a un eccesso di umidità negli edifici, segnalato dal 16,3% delle famiglie italiane.
All’umidità – afferma un’analisi di Saint-Gobain Italia - si aggiungono poi altri fattori di rischio, come le case con strutture danneggiate (11,9%, 3,1 milioni di famiglie), quelle con scarsa luminosità (9,6%, 2,5 milioni) e le abitazioni esposte a rumore nella zona di residenza (11,7%, 3 milioni).
La geografia dei problemi domestici
La classifica dell'umidità domestica racconta un'Italia spaccata in due. In testa la Sardegna, dove il 25,7% delle famiglie segnala il problema: oltre nove punti sopra la media nazionale. Seguono Friuli-Venezia Giulia (21,1%), Abruzzo (20,8%), Provincia di Bolzano (20%) e Sicilia (19,4%). A questo gruppo si contrappongono Campania (11,1%), Umbria (13%) e Puglia (13,5%), tutte sotto la media.
Sul fronte delle strutture danneggiate, la distribuzione è più trasversale: Bolzano in testa (19,3%), seguita da Sardegna (16%), Abruzzo (15,4%), Lombardia (13,3%) e Friuli-Venezia Giulia (13,1%). Qui il Nord entra in classifica accanto al Sud, segno che il problema della manutenzione non è una questione geografica ma di età e qualità del costruito.
La scarsa luminosità, invece, ha un baricentro chiaramente settentrionale: picco assoluto a Bolzano (19,1%), seguita da Friuli-Venezia Giulia (15,5%), Sicilia (11,7%), Lazio (11%) e Lombardia (10,8%). Tre mappe diverse che convergono su un punto: Sardegna, Friuli e Bolzano compaiono ai primi posti di tutte e tre le classifiche.
Le famiglie più esposte
Quali sono le famiglie più esposte? L’umidità risulta più diffusa nelle case delle famiglie più giovani. In quelle con principale percettore di reddito fino a 35 anni, la quota sale al 18,1%, quasi due punti sopra la media nazionale. Una traiettoria opposta si osserva per le strutture danneggiate: la quota cresce con l’età del percettore, dal 10,2% nelle famiglie 35-44 anni al 12,8% nelle famiglie con percettore over 65.
Si tratta, con tutta probabilità, di case acquistate tempo prima o con un mutuo già aperto da tempo e che avrebbero bisogno di interventi di ristrutturazione.
Da dove arriva l’umidità
L'umidità domestica non è un fenomeno inevitabile. Nasce – spiega Saint-Gobain Italia – dall'incontro tra condizioni ambientali e caratteristiche dell'edificio: ponti termici nelle pareti perimetrali, ventilazione insufficiente, isolamenti datati, infiltrazioni dall'esterno.
Le buone pratiche di gestione quotidiana (aerare gli ambienti più volte al giorno, evitare l'eccessiva condensazione di vapore in cucina e in bagno, tenere sotto controllo gli impianti di riscaldamento) contengono il problema, ma non lo risolvono se l'involucro è inefficiente. Ignorare l'umidità in casa, oltre a deteriorare la qualità della vita, comporta rischi concreti: degrado strutturale delle pareti, formazione di muffe, peggioramento dell'aria interna, con effetti che la letteratura sanitaria internazionale ha ormai documentato.
I possibili rimedi
Quando le condizioni dell'edificio chiedono un intervento più strutturale, esistono soluzioni costruttive in grado di agire in modo mirato. Tra queste, il cartongesso e i sistemi a secco offrono un approccio versatile: esistono ad esempio tecnologie capaci di assorbire e neutralizzare fino all’84% della formaldeide presente nell'aria degli ambienti chiusi. Inoltre, gli elementi di chiusura del sistema (ad esempio l’abbinamento lastra in cartongesso con tecnologia di assorbimento della formaldeide e un’idropittura specifica per cartongesso) svolgono un ruolo attivo nel purificare l’aria nel corso del tempo, riducendo la concentrazione di formaldeide e permettendo di vivere spazi sempre più salubri.
Un’altra soluzione utile a limitare i danni da umidità in casa è utilizzare un intonaco deumidificante in grado di risanare tutte le tipologie di murature danneggiate. Esistono soluzioni diversificate, valide sia per esterni sia per interni, formulate con leganti cementizi o a base di calce idraulica naturale.
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