Il Fondo di garanzia fa flop e i giovani restano senza casa

Pubblicato il 23 novembre 2012

L'aveva lanciato il governo Berlusconi ed ora si dimostra un flop. Stiamo parlando del Fondo di garanzia dello Stato che, nelle intenzioni dell'ex Premier, avrebbe dovuto fornire aiuti concreti alle coppie al di sotto dei 35 anni che intendevano comprare  la prima casa. In teoria, era una soluzione adatta ai giovani che avevano intenzione di investire nel mattone e si presentava con tutte le carte in regola visto che era l’unica iniziativa attivata dallo Stato e rivolta solo agli under 35, una categoria spesso bistrattata  dal mondo finanziario, messa da parte e con poche possibilità di accedere al mercato mutui.

E invece niente, per questo fondo che prevedeva una copertura da 75 mila euro di massimale per mutui da 200 mila euro utili all'acquisto di immobili che avessero requisiti come, per esempio, il fatto che la casa non appartenesse alla categoria “immobili di lusso” o che avesse una metratura massima di 90 mq. Non solo: gli aspiranti mutuatari, per accedere al fondo, dovevano presentare un reddito Isee che non fosse superiore a 35 mila euro, con al massimo il 50% del reddito derivante da contratti a tempo indeterminato. Nella realtà, questo fondo si è  dimostrato un flop per colpa delle banche che non lo hanno mai attivato. Neanche lo Stato, massimo garante possibile è stato preso in considerazione dagli istituti di credito che hanno boicottato in massa la misura dell’ex governo, senza dare seguito alla tante domande che sono state presentate dalle giovani coppie, sicure che questo Fondo di garanzia sarebbe stata la soluzione per arrivare finalmente a ottenere la proprietà di un appartamento. 

Oltre a bocciare tutte le richieste di mutuo che provenivano  da coppie under 35, gli istituti si sarebbero resi colpevoli, sostiene  un’indagine di Altroconsumo, di non aver nemmeno menzionato l'esistenza di alcun Fondo di garanzia statale nei colloqui con le tante giovani coppie alla caccia di un mutuo (in 62 casi su 71 la banca no avrebbe fatto riferimento al Fondo, secondo Altroconsumo). In pratica, questa si è rivelata per i giovani una grande occasione sprecata, alla fine, visto che i tassi d'interesse applicati sarebbero stati davvero favorevoli: spread massimo dell'1,5% per mutui a tasso variabile con durate uguali o superiori ai 20 anni e spread dell’1,2% per mutui a tasso variabile per mutui di durata inferiore a 20 anni. Le banche hanno fatto il loro gioco e, piuttosto che perdere qualche euro in interessi, hanno boicottato il fondo ma il risultato (drammatico) è che per i giovani comprare casa resta ancora mission impossible.

 

di Franco Canevesio

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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