Quanto costa la casa in affitto? E quella di proprietà?

Pubblicato il 14 febbraio 2013

Casa in affitto o in proprietà? La scelta si fa sempre più difficile, più dura, tanto per i proprietari quanto per gli affittuari. Basiamoci sui numeri. Nel 2013 mantenere un'abitazione  in affitto o in proprietà dovrebbe costare il 4% in più rispetto all'anno passato, con un aumento medio che risulta essere superiore all'inflazione rilevata dall'Istat nel 2012 (pari al 3%). L'aumento del costo per mantenere una casa, come si vede, è di poco superiore all'inflazione eppure risulta essere pesante tanto per i proprietari quanto per chi vive in affitto, visto che né gli uni né gli altri, a causa della crisi, posseggono redditi sufficienti per arrivare a fine mese. Questo dato risulta da un'elaborazione di Federconsumatori che ha preso a riferimento la casa-tipo degli italiani, cioè un immobile in proprietà o in affitto con superficie di novanta metri quadrati ubicata in zona intermedia di città metropolitana.

L'aumento dei costi è stato rilevato da Federconsumatori anno su anno considerando come parametri, per una casa in proprietà, il condominio, la rata del mutuo, spese di riscaldamento, il telefono, il gas e la luce, l'Imu, spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, bolletta dell'acqua e Tares, nuova tassa sui rifiuti. Per quanto riguarda invece la casa in affitto le voci di spesa ce sono state prese in considerazione da Federconsumatori sono il canone di locazione, le utenze (luce, gas, acqua, telefono), spese per riscaldamento e condominio, la Tares e i costi di manutenzione ordinaria. Basandosi su questi dati Federconsumatori ha stabilito che l'aumento delle spese vive di una casa ammonta quest'anno al 4%. Più in dettaglio, tenendo presenti i parametri citati sopra, i costi sono di 1694,7 euro al mese per un appartamento in affitto (+61,50 euro/mese rispetto al 2011), 1164,45 euro al mese per uno di proprietà (+49,80 euro/mese rispetto al 2011).

A far lievitare le spese, specifica l'associazione di tutela dei consumatori, sono sì gli aumenti continui di spesa per luce, riscaldamento, gas e acqua, ma soprattutto l'aumento giudicato incredibile per la nettezza urbana previsto nella misura del +25%. Aumentano anche le spese di manutenzione che potrebbero crescere a dismisura spinte dall’aumento dell’Iva prevista da luglio. Nemmeno i proprietari però possono dormire sonni tranquilli: per le case di proprietà gli aumenti riguardano soprattutto i rincari nelle rate dei mutui, rincari dovuti dagli ingiustificati aumenti degli spread, cioè dei margini di guadagno, applicati dalle banche, peraltro sempre più restie a concedere mutui. Infine, è stimato in crescita anche il numero di anni di stipendio che sono necessari per comprare l’appartamento-tipo preso in considerazione da Federconsumatori nella sua ricerca: siamo cioè tornati ai livelli del 2006, per cui oggi sono necessarie 19,7 annualità di stipendio se si vuole comprare una casa (due anni fa, nel 2011, erano necessari 18 annualità di stipendio).

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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