Rinnovabili obbligatorie anche per ristrutturare: ecco cosa cambia

Continua la transizione energetica degli immobili italiani. Il 3 agosto sono entrate in vigore le norme che riguardano nuove costruzioni e grandi ristrutturazioni. Prevedono nuovi obblighi sull’utilizzo delle fonti rinnovabili.
La direttiva europea
Le novità, come spesso succede, arrivano dalla spinta europea. In questo caso, dalla direttiva Red III. Non si tratta solo di indicazioni sul risparmio energetico. La Red III ambisce a cambiare il ruolo degli immobili: da consumatori a produttori di energia rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre il peso dei combustibili fossili, abbassare consumi, comprimere i costi e allentare la dipendenza dalle oscillazioni del mercato energetico.
La normativa va nella stessa direzione della cosiddetta direttiva “Case Green”, che obbliga a un miglioramento di classe energetica degli edifici. In sostanza, quindi, le leggi non hanno solo impatto sulle bollette ma sul mercato immobiliare presente e futuro, sulle compravendite, sui prezzi e – di conseguenza – sui mutui.
Cosa dicono le nuove norme
C’è una conferma e una grande novità. La conferma sta nell’obbligo di coprire con energia rinnovabile almeno il 60% dei consumi destinati alla climatizzazione e alla produzione di acqua calda sanitaria negli edifici di nuova costruzione.
La novità riguarda le ristrutturazioni massicce, ossia quelle che riguardano almeno il 50% della superficie disperdente lorda dell'edificio. In questi casi, le fonti rinnovabili dovranno coprire almeno il 40% dei consumi previsti per acqua calda e climatizzazione. Per le ristrutturazioni che interessano oltre 25% della superficie disperdente e sono meno estese, la quota minima da energia verde è del 15%.
Dove intervenire?
In sostanza, vista l’entità delle soglie, diventerà fondamentale definire il ruolo delle rinnovabili già in fase di progettazione, non solo per le nuove costruzioni ma anche per quelle da ristrutturare. Altrimenti, si rischia la non conformità.
Le nuove norme non definiscono le soluzioni per raggiungere i requisiti. Spetta a proprietari e progettisti farlo. Viste però le alte percentuali richieste, installare un impianto fotovoltaico pare essere l’opzione più semplice, in modo tale da ridurre i consumi e immettere nella rete quelli in eccesso.
Ma, solo per fare qualche esempio, sarà possibile fare leva su solare termico per l’acqua calda o pompe di calore in sostituzione delle classiche caldaie a gas.
Le deroghe
Attenzione però alle deroghe. In alcuni casi, è possibile sottrarsi all’obbligo. In particolare, quando un tecnico certifica l’impossibilità di installare gli impianti necessari oppure quando si dimostri che l’intervento non porti vantaggi economici sufficienti (cioè non permetta di rientrare della spesa iniziale in modo evidente).
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