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Mutui a tasso fisso: gli analisti prevedono il rincaro

5 lug 2013 | 3 min di lettura | Pubblicato da Franco Canevesio

mutui a tasso fisso gli analisti prevedono il rincaro

Pubblicato il 5 July 2013

La situazione dei mutui non è certo rosea anche se il mercato dei mutui alle famiglie, quello che ha chiuso il 2012 con un crollo dei volumi del 42% dà un piccolo segnale di ripresa e archivia il primo trimestre 2013 con un calo contenuto (-16,8% rispetto allo stesso periodo del 2012). La situazione però potrebbe aggravarsi, visto che gli esperti del settore sostengono che, nei prossimi mesi, assisteremo, per i mutui ipotecari a tasso fisso, a un altro aumento del tasso interbancario di riferimento

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Anche nel 2013 le banche diminuiranno drasticamente l'erogazione dei mutui a famiglie e imprese: questo perché verranno richieste sempre maggiori garanzie dalle banche che temono sempre più che il prestito concesso non sia rimborsato, data la minore disponibilità economica della famiglie, e che il cliente non riesca a sostenere i tassi di interessi diventati ingenti.

Chi comunque dovesse ottener il mutuo sarà ben sia informato sulle circostanze che determinano l'ammontare del tasso di riferimento che vien utilizzato come parametro di indicizzazione. Per determinare gli interessi sui mutui le banche si rifanno a tre tassi di riferimento: Eurirs, Euribor e il tasso della Bce. Ciò che determina il tasso finale attraverso cui il contribuente può accendere il mutuo è il tasso di riferimento, l'aliquota conosciuta come spread che indica il guadagno che ottiene la banca nell'operazione. Lo spread è variabile in base a vari fattori che cambiano a seconda della banca, del prodotto, della durata del mutuo e dall'andamento del mercato del credito. L'Eurirs invece è il tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro per l'indicizzazione dei mutui a tasso fisso: ogni giorno viene comunicato dalla Federazione bancaria europea ed è calcolato in base alla media ponderata delle quotazioni a cui le banche dell'Ue realizzano l'Irs, l'Interest rate swap. L'Euribor è il tasso interbancario di riferimento diffuso ogni giorno dalla Federazione bancaria europea: rappresenta la media ponderata di tassi di interesse a cui le banche dell'Ue cedono in prestito i depositi. Diversamente dall'Eurirs, l'Euribor viene usato come fosse un parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile. Infine il tasso Bce è quello di riferimento della Bce, il tasso a cui la Banca centrale eroga prestiti alle banche dell'Ue. Il tasso Bce è usato come parametro d'indicizzazione per i mutui ipotecari a tasso variabile.

Gli esperti del settore sono convinti che quest'anno chi decidesse di accendere un mutuo si troveranno di fronte a una situazione difficile: da aprile, il tasso Eurirs è aumentato di 50 punti base, in maniera del tutto indipendente dalla durata del mutuo. Il quadro macroeconomico porta a pensare che un altro aumento dei tassi di riferimento sia alle porte, coi tassi che potrebbero aumentare di altri 30 basis point. Se l'ipotesi degli analisti dovesse verificarsi, vorrà dire che, nei prossimi mesi, accendere un mutuo diventerà ancora più dispendioso.

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