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Mutui, finalmente buone notizie

Uno spiraglio di luce per i mutuatari

18 giugno 2013

Quanto è alto il rischio di cadere nella banalità e nella ripetizione se si dice che quello che stiamo vivendo non è certamente il periodo migliore per stipulare un mutuo per l’acquisto della casa? Purtroppo si deve osare, visto che le brutte notizie continuano ad abbattersi sui mutuatari.

Partiamo come sempre dai numeri. Con il solito ritardo statistico, l’Istat ha certificato il crollo del mercato immobiliare italiano del 2012 diffondendo il bollettino del quarto trimestre dello scorso anno. Una fotografia dalle tinte scurissime che mostra un settore in affanno costante in cui rogiti e mutui risultano in picchiata. Tanto che il numero complessivo di trasferimenti di proprietà immobiliare (pari a 632.117) è crollato del 22,6% rispetto ai rogiti del 2011 e del 43,2% rispetto al 2006. Un anno, quest’ultimo, considerato uno spartiacque per la tenuta complessiva del mercato immobiliare.

Ed anche sul fronte dei mutui la situazione resta drammatica. Secondo l’Istat, i prestiti e i finanziamenti per la casa con ipoteca immobiliare stipulati nel 4° trimestre del 2012 sono diminuiti del 30,6% con un calo nell’intero anno pari al 37,4% sul 2011. Mentre rispetto al 2006 i mutui si sono più che dimezzati toccando un -54,7%. In particolare sono le Isole (-46,9%) e il Sud (-40,5%) ad aver registrato una maggiore contrazione dei finanziamenti.

Ovviamente questo stallo ha un colpevole: la persistente crisi che sta flagellando l’economia italiana, penalizzando il settore immobiliare. L’avvitamento è tanto chiaro quanto diabolico. La precarietà delle prospettive future, associata alla progressiva contrazione del reddito disponibile registrata negli ultimi anni, impongono ai mutuatari una scelta obbligata: differire le scelte di investimento. E così, come emerge dal VI Rapporto sulla Finanza Immobiliare 2013 curato da Nomisma, questo quadro ha spinto gli italiani ad abbandonare - momentaneamente - la coronazione del sogno della vita acquistando una casa di proprietà, a tutto vantaggio del mercato della locazione. Gli affitti sono, quindi, diventati nel breve periodo l’unico sbocco del mattone.

Eppure in questo grigiume, un tocco di colore e di positività per i mutuatari italiani sembra esserci. Continuando a scorrere le pagine del Rapporto stilato da Nomisma, si legge che nella seconda parte del 2013 potrebbe esserci un miglioramento dell’erogazione dei mutui, con un incremento delle concessioni del 7,6% rispetto allo stesso anno. In particolare, l’ammontare dei prestiti erogati nel primo trimestre dell’anno è stimato 6,1 miliardi di euro in linea con il dato 2012 con il miglioramento previsto per l’anno in corsa che sarà, comunque, inferiore confrontando i risultati del 2011. Tanto che per il quarto trimestre il Rapporto stima che le erogazioni colmeranno gran parte del gap esistente: il 77% rispetto al valore del corrispondente trimestre 2011.

Una prospettiva decisamente allettante che arriva dopo mesi di negatività in cui i mutuatari hanno dovuto pagare un conto molto salato per la loro casa. E, per restare in tema di positività, non vanno certamente sottovalutati gli esiti che il decreto del Fare - approvato sabato dal Consiglio dei ministri - avrà sui proprietari di casa. Una delle misure previste è, infatti, l’impignorabilità dell’abitazione in cui si vive se si hanno debiti tributari inferiori a 120mila euro, con esclusione delle sole case di lusso (si tratta delle categorie catastali A/8 e A/9, vale a dire ville e castelli). Sarà, dunque, possibile iscrivere l’ipoteca ma non il passo successivo in caso di mancati pagamenti.

Un provvedimento che mira a tutelare le fasce di reddito medio-basse, assicurando che la prima casa non potrà essere messa all’asta dalle autorità per un piccolo debito, come succede ora. Basti pensare che - secondo i dati del ministero delle Giustizia - nel primo semestre del 2012 le vendite di beni immobili disposte dal giudice sono state 22.895, mentre la previsione di crescita per fine 2012 è del 18% rispetto al dato totale di un anno prima.

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Commenti

  • Con la nuova manovra sui mutui, verranno lasciati allo sbando chi è in cassa integrazione, non verrà riconosciuta nella nuova manovra. Cosa faranno quelle persone che si troveranno in regime di cassa integrazione, con un mutuo che non riusciranno a pagare.
    scritto da Davide il 14/09/2013

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Il profilo dell'autore

Mutuando di Patrizia De Rubertis

Romana, laureata in Scienze Politiche, giornalista professionista, si occupa da molti anni di questioni legate all’economia e alla finanza. Ha lavorato, fra gli altri, per Skytg24, MiaEconomia, Rai3. Dal 2010 è una delle inviate per il programma economico de La7 Effetto Domino.