Anche un'economia modello come quella danese ha delle falle

Pubblicato il 29 ottobre 2014

Secondo il Fondo Monetario Internazionale l'economia danese, sempre virtuosa e modello per gli altri Paesi, sta subendo i contraccolpi dell'aver concesso mutui interest only. E la notizia che anche un Paese come la Danimarca risenta della crisi economica fa ben pensare, soprattutto se si conosce la sua storia sempre in positivo.

Infatti l’economia danese è una delle più solide di tutta l'Ue, una delle pochissime ad avere ottenuto la tripla A dalle agenzie di rating. Tanto per dirne una, la Danimarca paga, per finanziare il debito a dieci anni, l'1,49%, cioè poco di più di quanto paga la virtuosa Germania, e ha un tasso di disoccupazione molto basso, il 4,6% "fisiologico" e un’inflazione all’1,2%. 

Nonostante questo, la Danimarca evidenzia un mercato immobiliare problematico. Nel 2008 la bolla del mattone ha fatto scendere del 20% il valore delle case, con una svalutazione del 51% dell’industria mutui, crollata di 1,9 miliardi di corone (circa 255 milioni di euro). Un disastro che ha costretto le banche danesi a dare 131 miliardi di corone, pari a 17,5 miliardi di euro, come garanzia supplementare per il periodo 2007-2012 in modo da  soddisfare i vari requisiti normativi, con altri 107 miliardi di corone distribuiti per soddisfare le richieste degli investitori internazionali.

Come se non bastasse, a questo si sono aggiunti i mutui interest only, quelli concessi tramite la formula del preammortamento finanziario. Si tratta, in pratica, di finanziamenti che prevedono il pagamento per i primi anni dei soli interessi, col rinvio del momento in cui iniziare l'ammortamento del capitale. In virtù del fatto che, grazie alle loro caratteristiche, questi mutui permettono a chiunque, anche ai meno abbienti, di sobbarcarsi il peso di un finanziamento, vanno bene in qualunque fase economica, compresa quella recessiva. Non è un caso se proprio la diffusione dei mutui interest only ha contribuito all’impennata del debito privato in Danimarca, pari, oggi, al 322% del reddito delle famiglie. Resta il fatto che il problema di questi mutui è quello delle rate che, nei primi anni, sono parecchio più basse rispetto a quelle che vengono pagate quando scatta il piano di ammortamento, cioè al momento in cui alla quota degli interessi si aggiunge quella di capitale. Praticamente chiunque può avvicinarsi a un mutuo prima casa così come lo conosciamo tradizionalmente, inzia con rate decisamente alla sua portata, ma dopo qualche mese il costo mensile del rimborso si impenna e non sempre è possibile sostenerlo in un'ottica di budget familiare limitato. Il risultato è che, a un certo punto, gli interessi sui mutui hanno indebolito la Danimarca di ben 500 miliardi dollari su questo mercatoi. 

Per questo è stato lanciato adesso l'allarme dell'Fmi sui mutui interest only, allarme peraltro già avanzato da Bce e da Standard & Poor’s che, in passato, avevano avanzato critiche sul sistema dei mutui in Danimarca. La differenza sta nel fato che ora si è aperto il dibattito se vietare o no questo tipo di contratto di mutuo. Secondo il senior economist dell’Fmi Yingin Xiao, “sarebbe più prudente mettere fine con gradualità a questo tipo di finanziamenti”, visto che “non è realistico richiedere alle banche di vietarli all’improvviso”. L'opinione è condivisa da parecchie strutture economiche: secondo lo studio elaborato pochi mesi fa dalla University of Southern Denmark, in breve tempo se i mutui venissero vietati da un giorno all'altro, oltre 100 mila mutuatari potrebbero risultare insolventi, avendo poi bisogno di aiuto per evitare il pignoramento dell'abitazione.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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