Mutuo rifiutato: dopo quanto tempo si può fare una nuova richiesta?


Un mutuo rifiutato non chiude necessariamente la porta all'acquisto della casa. Si può presentare una nuova domanda, anche a un'altra banca, e non c'è un termine di legge che imponga di aspettare. C'è però un dato da considerare: la richiesta respinta può rimanere visibile nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) per 90 giorni. Quando si chiede un finanziamento, la banca può infatti comunicare la richiesta ai SIC, gli archivi utilizzati dagli intermediari per valutare l'affidabilità del cliente dal punto di vista finanziario. Se il mutuo non viene concesso, può essere registrato anche l'esito della pratica. Il Codice di condotta dei SIC prevede che, in caso di rifiuto o rinuncia, i dati sulla richiesta possano rimanere registrati per un massimo di 90 giorni da quando viene comunicato l'esito. Poi vengono cancellati. Questo non significa dover aspettare tre mesi per chiedere un altro mutuo: si può farlo anche subito. Il punto è capire se ripresentare la domanda così com'è abbia davvero senso, o se prima convenga cambiare qualcosa.
Perché la banca può rifiutare un mutuo
Per concedere un mutuo la banca deve verificare che il cliente sia nelle condizioni di restituirlo. Entrano quindi in gioco il reddito e la sua stabilità, gli altri finanziamenti eventualmente in corso, il peso della rata sulle entrate e il rapporto tra la somma richiesta e il valore dell’immobile. Contano anche le informazioni sulla storia creditizia, che la banca può verificare sia alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia sia nei SIC privati. Un rifiuto, quindi, non significa necessariamente che il richiedente abbia avuto problemi nel pagamento di altri finanziamenti. Come riferimento generale, Banca d'Italia indica come ragionevole una rata che non superi circa un terzo del reddito disponibile. Non è però una soglia che garantisce l'approvazione: ogni banca valuta la pratica nel suo complesso, secondo i propri criteri.
Riprovare subito o aspettare i 90 giorni?
Se il mutuo è stato rifiutato perché l'importo richiesto era troppo alto rispetto al reddito, ripresentare la stessa domanda pochi giorni dopo difficilmente cambia l'esito. Meglio ragionare su un importo più basso, un anticipo maggiore o una durata diversa, se questo rende la rata più sostenibile. Cambiare banca, a volte, aiuta: gli istituti non usano tutti gli stessi criteri e una pratica respinta da uno può essere valutata diversamente da un altro. Ma se il reddito non è sufficiente a sostenere la rata richiesta, bussare semplicemente a un'altra porta potrebbe non bastare. C'è invece un errore da evitare: presentare più domande insieme a diverse banche. Le richieste di finanziamento possono essere registrate nei SIC e gli intermediari possono vederle quando valutano una nuova pratica.
Prima di presentare una nuova domanda
Vale la pena partire dal motivo per cui la prima pratica non è andata a buon fine. Se il rifiuto dipende anche da informazioni negative sulla propria storia creditizia, la banca deve informare il cliente e indicare il SIC che ha consultato. Si possono poi controllare direttamente le informazioni registrate a proprio nome. L'accesso alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia è gratuito e permette di conoscere i dati che risultano a proprio nome nell’archivio. Aspettare 90 giorni non rende automaticamente più facile ottenere il mutuo. Se le condizioni sono rimaste identiche, probabilmente resta identico anche il giudizio della banca. Prima di presentare una seconda domanda conviene invece capire cosa ha determinato il primo no e, dove possibile, correggerlo.
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