La banca controlla davvero l'estratto conto prima di concedere il mutuo?


Quando si chiede un mutuo, l'attenzione finisce quasi sempre sulle buste paga, sulla dichiarazione dei redditi e sui documenti dell'immobile. L'estratto conto, invece, viene spesso ignorato, finché la banca non lo richiede. A quel punto scatta la preoccupazione: e se trovassero qualcosa che non va? La risposta, nella maggior parte dei casi, è che non c'è molto di cui preoccuparsi. La banca non vuole sapere se hai speso troppo in abiti o se ordini cibo a domicilio tre volte a settimana. Quello che le interessa è un quadro abbastanza preciso della tua situazione economica complessiva. L’estratto conto può essere uno degli strumenti utilizzati dalla banca, quando lo ritiene necessario, per completare la valutazione del merito creditizio.
Perché la banca può chiedere l'estratto conto
Molti istituti richiedono l'estratto conto come parte della documentazione standard, mentre altri lo chiedono solo in determinate situazioni, ad esempio quando il reddito è variabile, il richiedente è un lavoratore autonomo o occorrono approfondimenti sulla capacità di rimborso, per esempio per chi ha redditi variabili o per chi ha già altri prestiti attivi. L'obbligo per la banca di valutare il merito creditizio del richiedente, cioè la sua capacità di rimborsare il debito, è previsto dalla Direttiva europea 2014/17/UE sul credito immobiliare ai consumatori, recepita in Italia con il D.Lgs. 72/2016 e integrata nel Testo Unico Bancario (Titolo VI, Capo I-bis). La Banca d'Italia, nella sua guida "Comprare una casa. Il mutuo ipotecario in parole semplici", ricorda che gli intermediari sono tenuti a verificare la capacità del consumatore di far fronte agli impegni derivanti dal contratto.
Cosa viene davvero controllato
L'analisi dell'estratto conto non è uno screening delle abitudini di spesa. La banca guarda la regolarità delle entrate, la presenza di rate già in corso, eventuali scoperti ricorrenti e movimenti di importo significativo che potrebbero richiedere spiegazioni. Bonifici molto elevati, movimenti non coerenti con il profilo reddituale, versamenti frequenti e irregolari possono portare a una richiesta di chiarimento, non perché siano un segnale negativo in sé, ma perché la banca deve capire se si tratta di reddito stabile o di entrate occasionali. È una distinzione che pesa sulla valutazione finale.
Le spese quotidiane possono far rifiutare il mutuo?
In linea di massima no. Non esiste una lista di acquisti "vietati" né una soglia di spesa che fa scattare automaticamente un rifiuto. L'estratto conto viene valutato nel suo insieme e insieme agli altri documenti reddituali. Quello che invece può incidere negativamente è richiedere un nuovo prestito o finanziamento nelle settimane precedenti o durante l'istruttoria del mutuo. Questo modifica il quadro economico che la banca sta valutando e può cambiare l'esito della pratica.
Sapere cosa cerca la banca nell'estratto conto aiuta ad affrontare questa fase con più calma. Quello che conta non sono le singole spese, ma la solidità complessiva della situazione economica: entrate stabili, pochi debiti e documenti in ordine.
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