Mutuo, quando si possono sospendere le rate e per quanto tempo?


Non sempre le cose filano lisce e anche i più attenti possono incappare in un imprevisto: una grossa riparazione da fare in casa, una riduzione dello stipendio o addirittura la perdita del lavoro. Ed è così che far quadrare il bilancio può diventare improvvisamente problematico e pagare la rata del mutuo si trasforma in una corsa a ostacoli. Una soluzione per tutti gli imprevisti non c'è, ma almeno per il mutuo è bene sapere che, in determinate circostanze, si possono sospendere temporaneamente i pagamenti.
Quando il mutuo si sospende per calamità naturali
Spesso si sente parlare di sospensione dei mutui nelle zone colpite da alluvioni, terremoti o altri eventi calamitosi. Le ordinanze della Protezione civile possono infatti prevedere la sospensione dei finanziamenti relativi agli immobili danneggiati o sgomberati. In questi casi, secondo quanto stabilito dai singoli provvedimenti, gli aventi diritto possono chiedere alla banca di sospendere l'intera rata o soltanto la quota capitale, autocertificando i danni subiti. La durata e le condizioni dipendono dalle disposizioni adottate per l'emergenza.
Se si perde il lavoro, si può fermare il mutuo?
Ma non serve necessariamente una calamità naturale per poter sospendere il mutuo. Chi perde il lavoro dipendente, anche a tempo determinato, o vede cessare determinati rapporti di collaborazione può richiedere la sospensione delle rate attraverso il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, detto Fondo Gasparrini, gestito da Consap. La misura riguarda anche chi subisce una sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi oppure una riduzione dell'orario di almeno il 20% per lo stesso periodo. Sono previste tutele anche in caso di morte del mutuatario, handicap grave o invalidità civile pari almeno all'80%.
Per accedere al Fondo occorrono un ISEE non superiore a 30.000 euro e un mutuo di importo originario non superiore a 250.000 euro, acceso per acquistare l'abitazione principale e in ammortamento da almeno un anno. La perdita del lavoro, la riduzione dell'orario o gli altri eventi previsti devono essersi verificati dopo la stipula del finanziamento e nei tre anni precedenti la domanda. Le rate possono essere sospese complessivamente fino a 18 mesi. La richiesta può essere presentata anche con rate arretrate, purché il ritardo non superi 90 giorni consecutivi. Per fare domanda bisogna rivolgersi alla banca, utilizzando il modulo disponibile sul sito Consap e allegando i documenti che dimostrano la situazione di difficoltà.
Le possibilità offerte dalle banche
Alcune banche offrono mutui che permettono di sospendere o posticipare temporaneamente le rate anche per esigenze personali, senza dover dimostrare la perdita del lavoro o altre situazioni previste dalla legge. Non tutti i mutui, però, prevedono questa possibilità: bisogna controllare il proprio contratto e le eventuali condizioni richieste. E anche quando non è prevista, nulla vieta di chiedere alla banca una soluzione individuale. Sarà poi l'istituto a decidere se concederla.
La sospensione è gratuita?
Quando si sospende il mutuo non si cancellano le rate: semplicemente i pagamenti vengono rinviati (e quindi il piano di rimborso si allunga). Nel caso del Fondo Gasparrini, lo Stato copre il 50% degli interessi compensativi maturati durante la pausa, mentre la parte restante rimane a carico del mutuatario e viene recuperata secondo le modalità previste per la ripresa dei pagamenti. La pausa, insomma, può avere un prezzo. Per le opzioni offerte dalle banche, invece, costi e modalità di recupero delle rate dipendono dalle condizioni contrattuali.
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