Allungare i mutui fino a 50 anni, la proposta di Consap per abbassare le rate ai giovani


Cinquant'anni di mutuo: un finanziamento che può accompagnare chi compra casa per quasi tutta la vita lavorativa. È la proposta lanciata a metà settembre dal presidente di Consap, Sestino Giacomoni. L'idea di base è quella di abbinare la garanzia pubblica del Fondo Prima Casa a mutui molto più lunghi di quelli normalmente offerti oggi, per arrivare ad una durata anche di 40 o 50 anni. Per ora non esiste nessuna nuova norma. Quello di Giacomoni è un appello rivolto al governo, in vista della prossima legge di Bilancio, e alle banche. Il punto di partenza è che rifinanziare il Fondo, secondo il presidente di Consap, non basta: servono anche strumenti che permettano a chi è all'inizio della propria vita lavorativa di sostenere la rata.
Perché un mutuo lungo fino a 50 anni
A riportare il tema in primo piano è innanzitutto l'andamento dei tassi. Il 10 settembre la BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 25 punti base, per la seconda volta dall'inizio dell'anno. Ed è proprio alla prospettiva di un aumento del costo dei finanziamenti che Giacomoni lega la sua proposta: se il debito viene distribuito su un numero maggiore di rate, l'importo da pagare ogni mese diminuisce. C'è poi un dato che spiega perché la proposta guardi soprattutto ai giovani. Consap gestisce il Fondo Prima Casa per conto del ministero dell'Economia e dalla sua nascita ha garantito 568mila finanziamenti, più di 370mila dei quali destinati agli under 36. È quindi soprattutto per loro che Consap propone di ripensare la durata dei finanziamenti. Anche perché, secondo Giacomoni, l'allungamento della vita media permette oggi di immaginare mutui che si protraggano più a lungo nel tempo.
Garanzia e durata: cosa cambierebbe
Oggi la garanzia ordinaria del Fondo copre il 50% della quota capitale del finanziamento. Per gli under 36 e le altre categorie prioritarie, in presenza dei requisiti previsti, la copertura può essere più alta, ad esempio per i giovani con ISEE fino a 40mila euro può arrivare all’80%. La proposta di Consap aggiungerebbe una seconda leva: più tempo per restituire il finanziamento. In altre parole, la garanzia aiuta a superare l'ostacolo dell'anticipo, la durata quello della rata. Un esempio indicativo permette di capire la differenza. Su un mutuo da 180mila euro a tasso fisso del 3,5%, con una durata di 30 anni la rata sarebbe di circa 808 euro al mese. Portando il finanziamento a 50 anni scenderebbe a circa 636 euro: oltre 170 euro in meno ogni mese.
Una rata più bassa, ma per più tempo
La riduzione della rata può avere un peso importante anche sulla possibilità di ottenere il finanziamento. Quando valuta una richiesta, infatti, la banca considera il rapporto tra l'importo da pagare ogni mese e il reddito del cliente. Distribuire il debito su un periodo più lungo può quindi rendere più sostenibile una rata che su 25 o 30 anni risulterebbe troppo elevata. Per un giovane all'inizio della propria vita lavorativa questo potrebbe significare riuscire ad acquistare casa prima, anziché dover aspettare di avere un reddito più alto o maggiori risparmi. C'è però anche il rovescio della medaglia. Un mutuo di 50 anni acceso a 30 si estinguerebbe a 80 anni, ben oltre l'età della pensione. E una durata maggiore comporta, a parità di tasso, anche un aumento degli interessi complessivamente pagati. Resterebbe inoltre alle banche la valutazione sulla concessione del finanziamento e sulle condizioni applicabili a durate così lunghe.
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