Mondo mutui

29 ottobre 2018

Mutuando - Mutui per stranieri. Come richiederli

Ecco i requisiti richiesti dalle banche agli aspiranti mutuatari stranieri

Cosa deve fare uno straniero che vuole chiedere un mutuo per acquistare un immobile in Italia? In un Paese con oltre 5,1 milioni di cittadini di nazionalità estera, pari a oltre l’8% della popolazione residente, la questione si presenta nelle filiali bancarie con molta più frequenza di quanto si potrebbe immaginare. Quasi una richiesta di mutuo su dieci, infatti, viene avanzata da un cliente straniero.
È bene precisare che le procedure per la valutazione del rating e per l’erogazione del prestito sono sostanzialmente le medesime già in vigore per la clientela italiana. Le diverse condizioni soggettive ed oggettive, tuttavia, rendono le pratiche un po’ diverse dal punto di vista burocratico.
Innanzitutto, l’elemento fondamentale da considerare riguarda la residenza del richiedente. Sebbene l’immobile da comprare si trovi nel Belpaese, alcune banche esigono infatti la residenza italiana del mutuatario. Viceversa, a prescindere dalla sua capacità economica, l’istanza non può essere accolta. Altri istituti richiedono inoltre un periodo minimo di residenza, che può variare da due a cinque anni, al fine di comprovare l’effettività della stessa, e/o di documentare i requisiti per il ricongiungimento familiare. 
Vi sono poi banche che offrono prodotti specifici per cittadini immigrati extracomunitari non residenti, ma che lavorano in Italia. La legge stabilisce tuttavia alcune eccezioni relative ai soggetti di nazioni che non hanno un rapporto di reciprocità con il nostro Paese (ossia che non consentono, per esempio, a un cittadino italiano di acquistare un immobile nel proprio territorio). Nessun vincolo soggettivo per i cittadini di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, così come ovviamente per i cittadini di Stati membri UE.
In tale ottica, pertanto, è indispensabile fare le dovute verifiche sulle eventuali restrizioni connesse al passaporto del richiedente. Dopodiché, se non vi sono cause ostative, alla documentazione tradizionale richiesta nelle pratiche di mutuo dovrà essere aggiunto il permesso di soggiorno valido, il certificato di residenza e lo stato di famiglia.
Per quanto riguarda invece gli aspetti più tipici della valutazione di affidabilità creditizia, legati alla situazione reddituale e patrimoniale del richiedente, i criteri sono gli stessi previsti per la clientela italiana. Chi ha un lavoro dipendente dovrà esibire il contratto di impiego (meglio se a tempo indeterminato, viceversa potrebbero sorgere difficoltà nella concessione del prestito), le ultime buste paga in originale e copia del modello 730 o Cud, mentre i lavoratori autonomi e gli imprenditori dovranno presentare le ultime dichiarazioni dei redditi. Alcuni istituti possono richiedere pure gli F24 e le relative quietanze, al fine di verificare il corretto assolvimento degli obblighi tributari e contributivi, nonché, per i titolari di società, gli ultimi bilanci e gli estratti conto bancari.  
Sotto il profilo oggettivo, le caratteristiche dei mutui generalmente riservati agli stranieri sono analoghi a quelli tradizionali, con l’unica differenza data da uno spread maggiore sul tasso di interesse (che può andare dallo 0,5% all’1%). Per il resto, tipologie di tasso (fisso, variabile o misto), durate (da 5 a 30 anni) e importi massimi (fino all’80% del valore periziato dell’immobile), garanzie richieste e opzioni contrattuali rimangono di regola identici agli altri prodotti disponibili sul mercato.  
    
 

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    Mutuando di Valerio Stroppa

    Marchigiano di nascita, vive e lavora a Milano dal 2006. Giornalista professionista, scrive di diritto, fisco (nazionale e internazionale), e giustizia tributaria per ItaliaOggi. In passato ha collaborato con numerose testate tra cui MF/MilanoFinanza, ClassCnbc, Reteconomy, MySolution Post, Press. È anche moderatore di convegni e tavole rotonde su tematiche relative alle professioni di avvocato e commercialista.