Piccolo è bello: adesso (anche) i giovani scelgono la provincia

Diversi i motivi che spingono a lasciare i grandi centri

Diversi i motivi che spingono a lasciare i grandi centri

Pubblicato il 28 settembre 2021

Tra i tanti effetti della pandemia c'è la voglia di cambiare casa. Sono 1,2 milioni gli italiani in cerca di una nuova residenza e 8 milioni quelli che vogliono ristrutturare la propria abitazione nel prossimo anno. Sei famiglie su dieci pensano di cambiare l’arredamento.

A ben guardare, però, i dati emersi dal Rapporto Coop su consumi e stili di vita degli italiani rivelano qualcosa di più: la voglia di cambiare non si limita alla casa.

La riscoperta dei piccoli centri

Sono ben 4 milioni gli italiani che vorrebbero vivere in un borgo o in un piccolo centro abitato. Il 54% degli intervistati è soddisfatto dalla dimensione del contesto in cui vive attualmente, ma tra gli italiani che ambiscono a muoversi, la direzione pare chiara: solo il 14% vorrebbe trasferirsi in una città di maggiori dimensioni, mentre il 32% desidera spostarsi verso contesti più piccoli.

I giovani hanno voglia di provincia

Vivere in un contesto più familiare non è solo un desiderio degli “over”. Tutt'altro: c'è una chiara tendenza dei più giovani a voler rimanere in provincia. Il 67% degli intervistati tra i 18 e i 39 anni conferma, infatti, di voler rimanere nelle aree lontane dai grandi centri urbani nelle quali attualmente si trova.

Le motivazioni degli under 39 sono semplici: il 79% ritiene che nei contesti provinciali sia migliore la qualità della vita; per il 67% sarebbe determinante il contatto sociale più stretto e gratificante che si crea nelle piccole realtà; nel 60% dei casi rileva il fatto che nei comuni di più piccole dimensioni il costo della vita è minore rispetto a quello delle metropoli.

Le innovazioni necessarie

L'attrattività delle piccole realtà, però, non fa dimenticare la necessità di interventi di ammodernamento. Serve rafforzare l’offerta di alloggi – accessibili anche richiedendo un mutuo - e servizi, riqualificare gli spazi pubblici e creare nuovi percorsi turistici.

Parte delle risorse necessarie per raggiungere questi obiettivi arrivano dal Pnrr. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha stanziato 1 miliardo di euro per la protezione del patrimonio dei borghi. Altri 600 milioni sono dedicati alla protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio.

Per quanto riguarda lo sviluppo della connettività, inoltre, si segnala che in 5.800 comuni italiani verrà installata la fibra ottica entro il 2023. Solo all’esito di questi interventi il desiderio degli italiani di spostarsi verso i piccoli centri urbani potrà diventare sempre più agevole.

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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