Mutui, sono in arrivo gli aumenti?
31 mar 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Franco Canevesio

La BCE nella riunione del 19 marzo scorso ha lasciato i tassi invariati per la sesta volta consecutiva: il tasso sui depositi resta al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,4%. Secondo gli esperti, però, il ritorno degli aumenti sarebbe solo questione di tempo. E, in questo caso, prestiti e mutui, soprattutto mutui prima casa, subirebbero conseguenze che è meglio prevedere.
Euribor in salita dopo il conflitto in Iran
Analizzando l'andamento dell'Euribor, valore di riferimento per i mutui a tassi variabile, Facile.it ha rilevato che a seguito dello scoppio del conflitto in Iran gli indici sono già tornati a salire; dal 27 febbraio al 16 marzo, l'Euribor a 3 mesi è cresciuto di circa 15 punti base. Un rincaro che, se la Bce avesse ritoccato i tassi, poteva tradursi, già dalla rata di aprile, in un aumento di quasi 10 euro per un mutuo variabile standard.
Il mercato prevede tassi in aumento nel 2026
Analizzando l'andamento dei Futures sugli Euribor, si scopre che il mercato prevede per il 2026 tassi in aumento con, potenzialmente, due interventi da parte della BCE, uno prima dell'estate, l'altro entro fine anno. Guardando le previsioni sull'Euribor a 3 mesi, a giugno 2026 questo è quotato vicino al 2,3%, mentre entro fine anno dovrebbe arrivare a sfiorare il 2,5%. Secondo Facile.it, gli aumenti porterebbero la rata del mutuo variabile standard a crescere complessivamente di circa 30 euro entro fine anno.
Tassi fissi poco toccati dalla guerra
Sul fronte dei tassi fissi, invece, gli indici sono stati toccati in misura minore dal conflitto: da inizio anno i l'IRS a 25 anni si sta muovendo tra il 3 e il 3,2% sulla scia dei rendimenti dei titoli di stato europei e non si sono registrate grosse variazioni a seguito dell'attacco all'Iran; oggi il tasso è pari a 3,1%.
Cresce l'importo medio
Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui. Secondo l'Osservatorio Facile.it, nei primi due mesi dell'anno l'importo medio richiesto è aumentato del 4% rispetto a dodici mesi fa, arrivando a 141.772 euro. In calo l'età media dei richiedenti, che passa dai 41 anni dei primi due mesi del 2025 ai 39 anni del 2026: se si limita il campione alle sole richieste di mutuo prima casa, l'età media è scesa da 38 a 37 anni. In calo anche il peso delle surroghe, passate in un solo anno dal 31% al 21%.
Aumenta la richiesta di tassi variabili
Guardando alla tipologia di tasso richiesto, il fisso resta quello preferito dagli italiani ma sale significativamente la quota di chi ha puntato ad un tasso variabile o misto, arrivando in dodici mesi a rappresentare il 9% del totale. L'aumento della richiesta dei mutui variabili è legato all'andamento dei tassi. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126mila euro in 25 anni, il miglior tasso variabile (TAN) disponibile online è 2,34% con una rata iniziale pari a 555 euro. I migliori tassi fissi, invece, partono da un tasso (TAN) del 3,15% ed una rata di 607 euro, vale a dire circa 50 euro più alta rispetto a quella variabile.
Scegliere con attenzione
"Non esiste una scelta migliore in assoluto tra tasso fisso e variabile - spiegano da Facile.it - Entrambe le offerte sono competitive, ma è importante scegliere con attenzione e sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il tasso variabile offre un'opportunità di risparmio iniziale, ma in contesti di grande incertezza come quello attuale caratterizzati da un'aspettativa di aumenti, è bene sapere che il beneficio potrebbe assottigliarsi se non sparire del tutto. Il consiglio è di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta".
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