Si vuole ridurre la durata dei mutui svedesi a 105 anni

Pubblicato il 6 aprile 2016

Con i chiari di luna che ci sono, anche i grandi Paesi si adeguano alle novità pur di non crollare. Il tema dei mutui, soprattutto i mutui prima casa, è diventato uno dei più importanti, e fa stare tutti all'erta. Basti pensare che in Gran Bretagna, tanto per dirne una, finora considerata il nuovo Eldorado del mattone mondiale, sono entrati in ansia per una possibile bollla immobiliare che potrebbe deflagrare da un momento all'altro, obbligando così le banche a dare una stretta preventiva sui mutui facili. Nuove legislazioni sui mutui, anche sui mutui prima casa, sono in itinere un po' dappertutto, in verità. In Svezia, per esempio, i legislatori  stanno esaminando un nuovo disegno di legge che dovrebbe limitare la durata massima dei mutui sulle abitazioni a “soli” 105 anni. 

Tenere a bada i debiti. Scopo dell’iniziativa dei legislaroti svedesi, fanno sapere gli esperti, è quello di ridurre l’indebitamento delle famiglie consentendo, al contempo, di tenere sotto controllo l’impennata che stanno avendo i prezzi degli immobili a uso residenziale. Fino a questo momento, infatti, la legge svedese consente che i sudditi del regno possano chiedere un mutuo per un periodo praticamente illimitato: secondo gli ultimi dati, per esempio, nel 2013 la durata media di un mutuo prima casa svedese arrivava tranquillamente fino a 140 anni. L'effetto di questa norma, certamente favorevole agli investitori, si sta però rivelando deleteria, visto che i debiti pregressi, adesso, vengono scaricati sui figli e sui nipoti, causando così un preoccupante indebitamento intergenerazionale. Per questo è al vaglio la nuova norma, che dovrebbe calmierare la durata dei mutui, portandoli a 105 anni massimi, 35 anni in meno rispetto all'andamento attuale.

Rischio vendita selvaggia. Ogni medaglia ha il suo rovescio. Perché se è vero che la durata lunga di un mutuo consente la riduzione alquanto notevole dell'importo delle rate, è anche vero che troppo spesso gli eredi, avendo già comprato la propria abitazione oppure avendo altri mutui in corso, rischiano di ritrovarsi sul groppone anche il lungo mutuo dei genitori. E così, non volendo pagare i mutui ereditati, finisce che mettono in vendita l'immobile (o gli immobili) dei loro genitori o degli altri parenti. 

Banche contrarie. In realtà, le banche svedesi sono contrarie al nuovo disegno di legge. Perché? Perché temono che la riduzione del periodo d’ipoteca, quindi una minor durata del mutuo, porti al rincaro dei mutui stessi, scoraggiando di fatto i possibili clienti dal rivolgersi alla banca magari per esordire con un bel mutuo prima casa e cominciare una vita matrimoniale. I legislatori svedesi, dal canto loro, ritengono che, proprio come sta avvenendo in Inghilterra, i mutui facili oltreché poco onerosi e di lunga durata, stiano causando un’impennata dell'inflazione, agevolando la speculazione edilizia e aumentando in maniera preoccupante l’indice d’indebitamento delle famiglie svedesi, attualmente il più alto di tutta l’Ue, attualmente pari al 366%, in rapporto al mutuo annuo.
 

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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