La polizza vita della discordia

Pubblicato il 4 December 2012

Chiunque abbia richiesto un mutuo a una banca si è trovato, a un certo punto, di fronte a una domanda formulata dall'addetto che sa tanto di consiglio se non peggio. “Le consiglierei caldamente - in genere dice l'impiegato - di abbinare la stipula di un'assicurazione sulla vita all'accensione del mutuo”. In alcuni casi questa assicurazione può essere caldeggiata a tal punto da venire ricompresa nel taeg, che è il tasso annuo effettivo globale. Cosa è successo? E' successo che il decreto salva Italia del governo Monti ha introdotto alcune novità nell'ambito delle polizze e dei mutui.

Per quanto riguarda l'imposizione di una polizza vita, l'art. 28 del Decr. Legge 24-1-2012 prevede che la banca debba proporre al cliente due preventivi almeno, riconducibili ad altrettante compagnie diverse, che non siano in alcun modo legate alla stessa banca. Per legge, cioè, oggi la banca non può più obbligare il cliente che chiede il mutuo ad acquistare una polizza (sia vita che danni) di cui la banca stessa è al contempo venditrice e beneficiaria: questo perché la pratica (scorretta) in voga fino a sei mesi fa ha fruttato alle casse degli istituti di credito notevoli introiti a spese dei clienti che, di fatto, si trovavano costretti a sottoscrivere polizze sponsorizzate dalla banca stessa, sborsando di tasca propria anche l’80% in più rispetto ad altri prodotti simili disponibili sul mercato. La modifica contenuta nel decreto legge salva Italia si è resa necessaria visto che le banche tendevamo a proporre la polizza vita di compagnie assicurative di cui in genere erano partner. Il risultato di questa modifica è che oggi il cliente è chiamato a scegliere tra tre polizze diverse, di compagnie diverse: una “fatta in casa” dall'istituto bancario stesso, le altre due di assicurazioni staccate dalla banca e diverse fra loro. Il cliente, è bene saperlo, può scegliere comunque un'altra compagnia assicurativa oltre a quelle già proposte dall'istituto bancario: può farlo entro dieci giorni lavorativi dal momento della stipula.

Se poi il cliente avesse già attiva al momento della stipula una polizza vita, la banca si riserva la possibilità di valutarne la copertura rapportandola all'importo del mutuo erogato: l'intermediario finanziario comunque può non accettare la stipula della precedente polizza decidendo di abbinare  a questa una polizza più calibrata. In genere è difficile che la banca accetti polizze vita che siano fornite da un datore di lavoro: questo perché tale tipo di polizze sono considerate eccessivamente legate al rapporto di lavoro subordinato e dunque troppo legate al rischio della decadenza i base a quanto posa decidere il datore di lavoro stesso. In materia, visto che la dottrina non interviene con  precisazioni chiare, si ritiene sia buona norma che i clienti valutino la convenienza di sottoscrivere una polizza vita e anche la congruità della copertura usando qualsiasi mezzo, soprattutto internet che in materia è particolarmente documentato.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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