Polizze e mutui

La crisi finanziaria ha fatto capire agli italiani tre importanti verità nel caso in cui decidano di acquistare una casa attraverso un finanziamento. Per ottenere il mutuo bisogna avere quasi la metà dell’importo in contanti (o comunque vantare un ottimo fideiussore), mettere in conto di pagare uno spread molto alto (nelle ultime settimane la media registrata si attesta intorno al 3%) e sborsare un migliaio di euro in più, perché la banca impone la sottoscrizione di una polizza o di una garanzia aggiuntiva sul prestito.

Ma se ormai sono chiare le motivazioni che hanno portato all’aumento vertiginoso del guadagno delle banche sulla concessione del mutuo e all’abbassamento drastico del Loan to value (vale a dire l’importo medio erogato al cliente), andiamo a vedere nel dettaglio cosa accade con le polizze.

Il 2012 è stato un anno molto importante sul fronte delle assicurazioni vita agganciate alla stipula di un mutuo, visto che sono state introdotte una serie di norme nel nome della trasparenza e del risparmio. Si tratta di una prassi nota a quanti sono alle prese con la richiesta di un prestito per la casa.

Tutti, infatti, si sono sentiti richiedere dalle banche l’accensione di una polizza abbinata ai mutui sebbene non obbligatorie per legge o per contratto ma che, invece, sono state sempre imposte come condizione indispensabile per accedere al finanziamento.

Così ad aprile l’Isvap (l’Istituto che vigila sulle compagnie assicurative) ha emanato un provvedimento che vieta alle banche e agli altri intermediari finanziari di ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari(o vincolatari) delle stesse.

Un divieto dal chiaro scopo: mettere fine ad un conflitto d’interesse che nel solo 2010 ha portato nelle casse degli istituti 2,4 miliardi di euro. Questo significa che le banche hanno incassato provvigioni superiori all’80% dei premi assicurativi pagati dai mutuatari.

Poi c’è stato il decreto sulle liberalizzazioni (articolo 28 del dl 24 gennaio 2012, convertito nella Legge del 24 marzo 2012, n° 27) che ha previsto che le banche e gli altri intermediari finanziari che condizionano l’erogazione di un mutuo immobiliare alla stipulazione di un contratto di assicurazione sulla vita, debbano sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alle banche e agli intermediari finanziari.

E le novità non finiscono qui. Il mutuatario ha 10 giorni di tempo per ricercare autonomamente sul mercato altre offerte e scegliere liberamente la copertura assicurativa più conveniente. Decisione quest’ultima che l’istituto deve accettare, senza variare le condizioni per l’erogazione del finanziamento.

Inoltre, dallo scorso 1° settembre le imprese che commercializzano tali prodotti devono mettere a disposizione sul proprio sito Internet un servizio on line gratuito di preventivazione in grado di agevolare la ricerca della polizza più vantaggiosa.

In proposito, Altroconsumo ha fatto il preventivo su cinque prodotti. I risultati che emergono dimostrano che certamente non si tratta di premi bassi, ma sono comunque competitivi rispetto alle polizze offerte dalle banche.

Meglio, quindi, ricordare che la polizza con copertura scoppio e incendio è l’unica che viene richiesta come obbligatoria ai fini dell’erogazione del mutuo ipotecario. Mentre tutte le altre sono accessorie e vengono definite Credit protection insurance (Cpi). Servono a coprire il pagamento delle rate in caso di perdita del posto di lavoro, di infortunio o di morte.

16 novembre 2012 di

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