Maxi truffa sul Superbonus 110%: crediti falsi per 772 milioni

L'Agenzia delle Entrate interviene

L'Agenzia delle Entrate interviene

Pubblicato il 14 July 2022

Il Superbonus al 110%, lanciato nel 2020, aveva obiettivi chiari: spingere un mercato, quello edilizio, che la pandemia aveva bloccato; favorire le famiglie che volessero migliorare la classe energetica della propria abitazione senza gravarle di mutui o prestiti; valorizzare gli immobili, anche in vista di future compravendite; aumentare l'efficienza energetica delle abitazioni. A farsi carico dello “sconto” capace di generare tutto questo è stato lo Stato.

L'occasione, però, è stata talmente ghiotta da aver attirato le truffe: sono stati molti i casi di lavori fittizi, fatti solo sulla carta per poter incassare il bonus. Un'indagine della Procura di Napoli Nord ha fatto emergere una truffa dalle dimensioni paurose: oltre 770 milioni di euro.

La rete della truffa

Facendo leva sul Superbonus al 110%, un'organizzazione criminale è riuscita a generare 772 milioni di euro in crediti fiscali, facendo risultare lavori mai eseguiti su abitazioni farlocche in Campania.

I crediti oggetto del sequestro disposto dall'ordinanza del gip di Napoli Nord fanno capo a 143 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, con residenza o sede soprattutto nelle province di Napoli e Caserta. Come riferisce l'AdnKronos, il 70% delle persone titolari del credito percepiva il reddito di cittadinanza. Nell'elenco anche parcheggiatori abusivi, persone vicine alla camorra e persino un detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

La stretta dell'Agenzia delle Entrate

L'inchiesta campana è singolare sia per modalità che – soprattutto – per estensione. Ma non è stata certo l'unica. La scarsa trasparenza ha condizionato la proroga dell'agevolazione e costretto l'Agenzia delle Entrate a intervenire. In una recente circolare, lunga ben 130 pagine, l'Agenzia ha definito in mondo più preciso e stringente passaggi e limiti del superbonus, con un capitolo dedicato proprio ai controlli e alle responsabilità nell’utilizzo dei crediti.

L'intervento ha avuto come naturale conseguenza la reazione dell’Abi: “I chiarimenti diramati dall’Agenzia delle Entrate in merito all’attività di due diligence richiesta agli acquirenti dei crediti fiscali forniscono delle cogenti linee guida in merito alle operazioni relative al superbonus”, si legge in una circolare dell'Associazione bancaria italiana. Cioè, tradotto: i controlli saranno molto più rigidi. Si va quindi verso una stretta, oltre che verso un probabile rallentamento delle procedure.

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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