La crescita dell’immobiliare negli ultimi dieci anni

12 febbraio 2020

La crescita dell’immobiliare negli ultimi dieci anni

A trainare il settore è soprattutto Milano

A trainare il settore è soprattutto Milano

Tante, tantissime cose sono cambiate dal 2010 ad oggi e il mercato immobiliare non è certo rimasto indietro, grazie al continuo afflusso di capitali, agli investitori internazionali, ai nuovi settori in via di sviluppo e alla possibilità di ottenere mutui a tassi vantaggiosi. Secondo uno studio realizzato da Cushman&Wakefield per il Sole24Ore, nell’ultimo decennio i volumi del mercato immobiliare italiano sono cresciuti a un ritmo medio dell’11,5% annuo. Se nel 2010 erano stanziati 4,1 miliardi in investimenti immobiliari, nel 2019 si è arrivati a sfondare la soglia, mai raggiunta prima, dei 12 miliardi.

L’ultimo anno, in particolare, ha fatto registrare cifre da record: il valore del mercato è salito del 43% rispetto al 2018 e del 5% rispetto al 2017. Gli anni peggiori invece sono stati il 2012, quando si sono osservati i volumi più bassi di sempre, e il 2018, che ha fatto tremare il mercato con un crollo del 35% annuo. A trainare la crescita è essenzialmente Milano, dove si è registrato un incremento del valore degli investimenti pari al 39% rispetto al decennio 2000-2009. A Roma, invece, le cifre rimangono stabili: negli ultimi dieci anni sono stati investiti 6,8 miliardi di euro, 200 milioni di euro in più rispetto al decennio precedente.

Tra i fattori della crescita ci sono i sempre più numerosi investitori stranieri che credono nel mattone Made in Italy. Dal 2010, quando gli investimenti esteri rappresentavano meno del 35% del totale, la soglia ha continuato a salire e dal 2014 non è mai scesa al di sotto del 60%. Nel 2019 gli investimenti stranieri hanno raggiunto il 75%, per una somma totale di 68 miliardi riversati nel mercato immobiliare italiano nel decennio.

A cambiare non sono stati solo i numeri, ma anche i comparti. Nel 2010 più del 70% dei volumi derivava da uffici e retail, mentre oggi la cifra è scesa al 50%. È impennato, invece, l’interesse per i settori industriale logistico (+162%) e hospitality (+95%), che insieme alle nuove asset class come microliving e student housing (+44%) continuano a rubare una fetta di mercato sempre più grande ai comparti tradizionali.

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    Il profilo dell'autore

    Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.