I giovani non rinunciano alla loro prima casa

Pubblicato il 16 luglio 2014

Diciamo la verità: il tanto agognato posto fisso ormai è un miraggio che si allontana sempre più. Nonostante ciò, i giovani non intendono in alcun modo rinunciare al sogno di possedere una casa propria. Questo vale tanto per i single in cerca d'indipendenza dai genitori quanto per le giovani coppie in cerca della loro prima casa.

Un'esigenza di questo tipo è stata di recente analizzata dalle banche, legata allo sviluppo di forme contrattuali atipiche nelle quali possano rientrare i giovani lavoratori a progetto, quelli a tempo determinato, i collaboratori occasionali ma anche il lavoro a chiamata o il telelavoro. Proprio in questo senso sono state formulate proposte di alcuni mutui ad hoc adatti a queste categorie sociali che si stanno diffondendo sempre più.

Come appare ovvio, esistono i pro e i contro per questo tipo di mutui erogati dalle banche. Tra i punti di forza, il primo è quello legato alla precarietà del lavoro e dunque, di conseguenza, a quella dello stipendio: in questo senso, con questo tipo di mutui, è possibile allungare la durata del mutuo ma anche interrompere oppure saltare il pagamento delle rate per periodi di tempo prestabiliti.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi, il primo - a parte il fatto che questi mutui giovani offrono budget relativamente più bassi rispetto ai mutui tradizionali - riguarda proprio questa elasticità. In virtù di essa, infatti, esistono alcuni aspetti che rientrano nella sfera dei contro e che vanno assolutamente tenuti in considerazione. Primo fra tutti questi aspetti è l'età del lavoratore atipico, che non può superare i 35 anni. Rientrare in questo range non è così facile: perché, oggi come oggi, trovare un lavoro, anche se non a tempo indeterminato, non è per nulla così semplice. Spesso vengono richieste delle competenze e delle capacità che si possono acquisire soltanto dopo tanta esperienza e dopo un lungo percorso di studi. Sempre più di frequente, inoltre, colui che richiede il mutuo giovani deve dimostrare di avere già lavorato almeno 30 mesi negli ultimi tre anni, anche questa cosa non così scontata, visti i tempi bui che stiamo attraversando dal 2008. 

E non è tutto. Ammesso che i due punti precedenti siano stati superati con successo, resta ancora un altro problema da affrontare: quello dei tassi d'interesse. In mutui come questi, i tassi saranno più alti rispetto ad altri mutui più comuni, visto che il lavoratore atipico viene considerato un cliente rischioso, e, in aggiunta, viene richiesta nella maggior parte dei casi, anche la firma di un garante, spesso identificato in un genitore.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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