È emergenza casa per un milione e mezzo di famiglie italiane
11 feb 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Rosaria Barrile

Circa un milione e mezzo di famiglie in Italia si trovano in una situazione di grave disagio abitativo: se da un lato il costo per l’acquisto dell’abitazione supera abbondantemente il 30% del reddito, dall’altro il continuo aumento dei canoni sta mettendo a dura prova il budget dei nuclei familiari più fragili e monoreddito. La stima del fenomeno del disagio abitativo elaborato da Nomisma restituisce una fotografia drammatica: circa 1,5 milioni di famiglie in questo momento si trovano in una situazione ‘acuta’ o ‘grave’.
Disagio abitativo: single e famiglie monoreddito le fasce più colpite
Negli ultimi anni la diminuzione del potere di acquisto per effetto dell’inflazione ha causato nei bilanci familiari un aumento dell’incidenza delle spese per l’abitazione. Sul mercato degli affitti, il costante aumento della domanda, a fronte di un’offerta disponibile sempre più scarsa, sta esercitando una pressione al rialzo sui canoni di locazione. Per questo motivo secondo l’ultima analisi realizzata da Nomisma per valutare l’entità dell’emergenza abitativa, un numero crescente di persone, pur non vivendo in condizioni di povertà estrema, non riesce ad acquistare o affittare un’abitazione dignitosa.
Il disagio abitativo negli ultimi anni inoltre avrebbe assunto una connotazione inedita rispetto alle forme estreme di povertà a cui si rivolge il sistema dell’Edilizia Residenziale Pubblica. In pratica, per la prima volta a trovarsi in difficoltà sono fasce sociali nuove, costituite da single e da nuclei familiari prevalentemente monoreddito non più in grado di sostenere il costo del mutuo prima casa o del canone.
La stima del fenomeno elaborato da Nomisma, misurato dall’incidenza del canone o della rate del mutuo prima casa sul reddito superiore al 30% (considerato il limite sostenibile dal sistema bancario) indica come una quota pari al 15,5% del totale delle famiglie italiane, corrispondente a circa 1,5 milioni di nuclei, si trovi in questo momento in una situazione di difficoltà ‘acuta’ o ‘grave’.
L’emergenza nelle Isole e nei comuni più popolosi
Il disagio investe maggiormente le famiglie che vivono in affitto rispetto a quelle proprietarie: rappresentano infatti il 78% del totale delle famiglie che vivono una situazione di disagio. Al riguardo, secondo quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare realizzato da Nomisma, l’aumento della domanda per alloggi in affitto ha impresso una nuova spinta ai canoni, che crescono del +3,5% su base tendenziale, con un picco dei contratti per studenti (che fanno segnare addirittura un +9,5%).
In pratica, nonostante vi siano nel nostro Paese circa 4,5 milioni di immobili vuoti o sottoutilizzati da parte dei proprietari, la situazione appare difficile soprattutto in alcune zone. I territori in cui l’incidenza del canone d’affitto pagato sul reddito supera il 30% sono il Nord-Ovest (31%), il Centro (34%) e il Sud e le Isole (41%) mentre, per dimensione, coinvolge i comuni più popolosi, oltre i 200 mila abitanti (38%).
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