Direttiva case green: in Italia fuori dai limiti 6 edifici su 10

Servono investimenti per mille miliardi di euro

Servono investimenti per mille miliardi di euro

Pubblicato il 28 March 2023

L'Italia ha bisogno, in fretta, di investimenti per rispettare la norma europea sulle case green. Secondo le stime di Federcepicostruzioni, occorre intervenire con interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico in non meno di 9,7 milioni di edifici in Italia, per un investimento complessivo di circa mille miliardi di euro.

Il patrimonio immobiliare italiano

La direttiva europea ha l'obiettivo di ridurre l'impatto del settore. Ma è destinata a muovere così tante risorse da avere un impatto sull'intero comparto, coinvolgendo compravendite e mutui, visto che il valore degli immobili varia anche in base alla classe energetica di appartenenza.

La direttiva dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2023. Impone agli Stati una serie di misure finalizzate all’obiettivo “emissioni zero” da realizzare entro il 2050, con step intermedi particolarmente impattanti ed onerosi per l’Italia. Le costruzioni esistenti dovranno essere infatti portate in classe energetica E entro il 2030 (2027 per gli edifici pubblici) e D entro il 2033. A oggi, sempre secondo Federcepicostruzioni, 6 immobili su 10 sono di classi energetiche inferiori.

L'Italia, infatti, è caratterizzata da un patrimonio abitativo, spiega l'organizzazione, “vetusto ed energivoro”. Il 53,7% delle abitazioni italiane, infatti, ha più di 50 anni (risulta costruito prima del 1970); un ulteriore 31% è stato edificato nel ventennio successivo (1971-1990) ed il 7,4% nel periodo 1991-2000. Meno dell’8% è stato edificato nell’ultimo ventennio.

Mutui agevolati, incentivi, investimenti

Per adeguarsi alle normative europee, quindi, serve un sforzo maggiore rispetto ad altri Paesi. Mille miliardi da qui al 2033 significa investire 100 miliardi l'anno. Una cifra “evidentemente insostenibile in mancanza di un’adeguata ed incisiva politica di sostegno da parte dell’Europa”, spiega Federcepicostruzioni. “Occorre un Programma straordinario europeo per incentivare e sostenere la transizione ecologica e perseguire l’ambizioso ma fondamentale obiettivo di avere, dal 2033, solo edifici a consumi zero, energeticamente autosufficienti, che abbracci le detrazioni fiscali, attivi anche investimenti privati e promuova mutui specifici agevolati per le famiglie con reddito medio-basso”.

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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