Dichiarazione dei redditi: come cambiano bonus e detrazioni per il 730
13 mar 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Rosaria Barrile

Con la pubblicazione del modello 730/2026 sul sito dell’Agenzia delle entrate prende ufficialmente il via conto alla rovescia per ottemperare all’obbligo di dichiarare i redditi percepiti nel 2025. L’avvio pratico arriverà, come di consueto, con la messa a disposizione della dichiarazione precompilata nell’area riservata dei contribuenti, ma già oggi è possibile consultare le istruzioni e prendere nota dei numerosi cambiamenti che incidono su detrazioni, imponibile e agevolazioni.
Detrazioni per i redditi più bassi e taglio dei benefici fiscali per quelli alti
Il modello 730, la cui scadenza per l’invio resta invariata al 30 settembre 2026 per i redditi percepiti nel 2025, continua a costituire il mezzo più rapido per lavoratori dipendenti e pensionati per mettersi in regola con il fisco.
L’elemento più importante, quello che in sintesi decreta quanto dobbiamo versare al fisco, è il nuovo schema Irpef che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni di reddito.
Nelle dichiarazioni presentate dal 2026 viene rafforzata la detrazione per redditi da lavoro dipendente più bassi: per chi non supera i 15 mila euro annui, lo sconto fiscale sale da 1.880 euro a 1.955, consolidando l’alleggerimento del carico sulle fasce di reddito più deboli.
Sul versante opposto si rafforza il meccanismo di contenimento dei benefici fiscali per i redditi medio-alti. Le spese detraibili non sono più riconosciute integralmente, ma devono essere calcolate applicando un coefficiente a un importo base che si riduce con l’aumentare del reddito: 14 mila euro di base per redditi tra i 75 e i 100 mila euro; 8 mila euro oltre i 100 mila euro. Il risultato viene poi regolato in base alla presenza di figli fiscalmente a carico, con coefficienti crescenti che tengono conto della dimensione familiare. Restano escluse da questa limitazione alcune voci come le spese sanitarie, gli investimenti in start-up o pmi innovative e gli oneri legati a mutui prima casa, assicurazioni e lavori edilizi sostenuti entro il 2024.
Cosa cambia per detrazione familiari e bonus edilizi
A cambiare in modo significativo sono le regole sulle detrazioni familiari. Non sono più riconosciuti benefici fiscali per i figli con più di 30 anni se non disabili. La detrazione resta invece valida per figli tra 21 e 30 anni, indipendentemente dal fatto che siano naturali, adottivi, affidati o nati fuori dal matrimonio, e senza limiti di età quando è presente una disabilità certificata. Per gli altri familiari a carico, il beneficio viene circoscritto ai soli ascendenti conviventi. Inoltre, le detrazioni non spettano ai contribuenti non appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo per i familiari residenti all’estero.
Tra gli interventi che vanno ad alleggerire il carico fiscale dei contribuenti, si segnala l’aumento a 1.000 euro del limite massimo detraibile per le spese di istruzione sostenute per ciascun studente del sistema scolastico nazionale. Sale anche a 1.100 euro la detrazione forfetaria riconosciuta ai non vedenti per il mantenimento dei cani guida.
Le agevolazioni per ristrutturazioni, efficientamento energetico e interventi antisismici sostenuti nel 2025 sono riconosciute nella misura del 36%. L’aliquota sale però al 50% quando i lavori riguardano l’abitazione principale del contribuente titolare dell’immobile o di un diritto reale di godimento. In sostanza, il legislatore concentra il sostegno fiscale sulla casa di residenza, riducendo il beneficio sulle seconde abitazioni.
Offerte di mutuo confrontate
Calcola un preventivo e scegli il mutuo più adatto a te tra le alternative proposte dalle banche partner di Mutui.it!
MUTUO PRIMA CASA
Confronta i mutui per la prima casa.
SURROGA MUTUO
Abbassa la rata del mutuo.
News dal mondo mutui












Guide ai mutui







