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Affitti brevi, via alla Banca dati nazionale: ecco cosa cambia

Pubblicato il 13-09-2024 | Aggiornato il 05-03-2025 | 2 min di lettura | Pubblicato da
paolo fiore
Paolo Fiore
affitti brevi via alla banca dati nazionale ecco cosa cambia

Novità importante per il settore

Passo importante per la gestione degli affitti brevi in Italia. Il 3 settembre è entrata ufficialmente in funzione la “Banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche”. Si tratta, in sostanza, della piattaforma che dovrà archiviare tutte le case e gli appartamenti, distribuendo un Codice identificativo nazione (Cin).

In una nota, il ministero del Turismo lo ha definito “un passo importante per garantire legalità, piena trasparenza agli utenti, favorire l’emersione del sommerso e dell’evasione fiscale e maggior qualità dei servizi offerti ai turisti”.

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A cosa serve la Banca dati

Si discute di regolamentazione di affitti brevi ormai da tempo. Non solo per una questione di evasione ma anche per alleggerire l’impatto sulle città. La possibilità di mettere a reddito un immobile, infatti, pompa i prezzi, condiziona compravendite e mutui e determina uno svuotamento delle zone più turistiche.  
 
Alcune città d’arte hanno già imposto dei limiti. E alcune regioni hanno già da anni un proprio Codice identificativo. Da più parti, però, è stata invocata l’esigenza di una disciplina omogenea in tutta Italia (e, in prospettiva, in tutta Europa). Il varo della Banca dati nazionale va proprio in questa direzione.  

Come funziona

Chi gestisce un affitto breve dovrà collegarsi alla Banca dati per ottenere il proprio Cin. Si tratta di un codice univoco, che permetterà di tracciare meglio l’attività e che dovrà essere esposto nella struttura, oltre che negli annunci online.  

Al momento, la Banca dati è ancora in fase sperimentale pertanto, spiega il ministero del Turismo, è possibile richiedere un Cin provvisorio ma non è ancora obbligatorio esporlo. Non si rischiano quindi sanzioni.  
 
L’obbligo (e di conseguenza la possibilità di ricevere multe) scatterà dal sessantesimo giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’avviso è stato pubblicato il 3 settembre. Si entrerà quindi a pieno regime a partire dal 2 novembre.

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