Acquisto casa, qual è lo “sconto giusto”?
13 feb 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Paolo Fiore

Si spulciano gli annunci, si cercano le caratteristiche giuste, si individuano il budget e le potenziali condizioni del mutuo. E poi, immancabile, arriva la contrattazione. Quando si acquista, chiedere uno sconto è prassi. Certo, non bisogna esagerare, ma si può ottenere un risparmio consistente. Secondo le indagini dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, nei primi sei mesi del 2025 lo sconto medio applicato è stato del 7,6%.
Sconti più alti nelle grandi città
La tendenza che si osserva è di una scontistica in calo. I ribassi erano stati dell’8,1% nella prima parte del 2023 e dell’8% tra gennaio e giugno 2024. Nel 2019, lo sconto medio era del 9,1%.
Possono ambire a risparmiare qualcosa in più gli acquirenti delle grandi città, anche se partono da un prezzo medio più alto: nei principali centri del Paese, lo sconto medio è stato del 7,9%. Anche in questo caso, si registra una flessione rispetto allo stesso periodo del 2024, quando il ribasso è stato dell’8,3%.
La frenata degli sconti, spiega l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, è dovuta soprattutto a un’offerta bassa rispetto alla domanda e alla preferenza da parte dei potenziali acquirenti verso immobili in buono stato o ristrutturati. Lo sconto medio più basso spetta a Bologna (5,8%), seguita da Verona (6,1%) e Milano (6,3%). A Palermo (11,6%) e Genova (10,3%), invece, si può ambire a sconti a doppia cifra.
Cosa influenza lo sconto?
Un fattore che influenza le contrattazioni è lo stato dell’immobile. Sull’usato, si registra uno sconto medio del 7,8%, più alto rispetto a quello delle unità ristrutturate (7%) e nuove (5%). Le prime, infatti, quasi sempre necessitano di interventi di riqualificazione e, di conseguenza, si tratta maggiormente sul prezzo alla luce degli ulteriori costi da sostenere.
Per ragioni simili conta anche la classe energetica. Si va infatti da uno sconto del 5,1% per gli immobili in classe A a uno dell’8,4% per quelli in classe G, che a breve richiederanno interventi obbligatori per rispettare la cosiddetta direttiva "Case green".
In base alle tipologie, si riscontra uno sconto superiore alla media per i monolocali (9,5%) e per le soluzioni popolari (10%). Sale la scontistica per le soluzioni seminterrate (11,6%), per quelle disposte su più livelli (9%) e per quelle posizionate a piano terra (8,3%). I piani alti e gli ultimi piani, come prevedibile, hanno invece ribassi più contenuti (7,2% e 7,1%). C’è ancor meno spazio di contrattazione (6,8%) se l’immobile è al piano terra ma è dotato di giardino.
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