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2011, brutto anno per i mutui

25 gen 2012 | 2 min di lettura | Pubblicato da Franco Canevesio

2011 brutto anno per i mutui

Il consueto bollettino mensile delll'Abi, l'Associazione bancaria italiana, riferito al mese di dicembre consente di dare un occhio al tasso medio dei mutui in Italia. Nell'ultimo mese del 2011 il tasso d'interesse per l'acquisto di una prima casa è stato del 3,83%, in rialzo rispetto al 3,7% del novembre 2011. Un rincaro che l'Abi ritiene sia da attribuire “anche a una quota maggiore nel flusso dei finanziamenti a tasso fisso” passata a dicembre al 37,6% dal  37,3% di novembre e dal 31,8% di ottobre.

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In aumento anche la raccolta bancaria mentre frenano i prestiti a famiglie e a società non finanziarie, pari a 1.520 miliardi di euro (+4,1%, dato più basso dal 2010). Il tutto, le banche a dicembre hanno raccolto 2.219 miliardi di euro, l'1,5% in più rispetto all'anno prima (a novembre i rialzo era attestato sull'1,3%). Che il 2011 sia stato un anno nero per i mutui lo conferma Eurisc, il sistema Crif delle informazioni creditizie, che evidenzia come la domanda di mutui abbia subito un vero tracollo. Escluso il mese di febbraio, che ha evidenziato un dato positivo, nel resto dell'anno la domanda di mutui è scesa costantemente: complessivamente, nel 2011, è calata del 19% rispetto al 2010. Un passo indietro deciso visto che negli anni precedenti la domanda era cresciuta sempre: +1% nel 2010 e +7% nel 2009.

Secondo Crif la fase calante nella domanda di mutui è iniziata proprio nel mese di febbraio 2011 quando si è passati dal +2% di gennaio a un drastico -7%. La discesa ha accelerato nei mesi successivi arrivando a toccare a novembre un tragico -46% per poi chiudere a dicembre con un ancor più drammatico -49%. Secondo Eurisc, a colpire il segmento mutui sono le difficoltà sempre crescenti del mercato del lavoro e il crollo nelle richieste di surroga e nelle sostituzioni che, nel 2010, avevano invece  sostenuto il mercato dei mutui.

Come se non bastasse, gli spread alti che le banche applicano ai mutui scoraggiano vieppiù le famiglie a rinegoziare i piani d'investimento o le condizioni dei finanziamenti. Non a caso, nel 2011, l’importo medio richiesto alle banche è di 136.863 euro, in calo deciso rispetto ai 139.113 euro del 2010. Questo, secondo Eurisc, evidenzia “la tendenza a richiedere dei mutui di durata più lunga ma di importi più contenuti”.

Un'altra conferma della prudenza che caratterizza le famiglie italiane in questo momento colpite dalle incertezze sul lavoro e dalla disoccupazione crescente. A questo si è aggiunto l'anno scorso l'indebolimento nell'offerta di credito “condizionata da alcune politiche di erogazione più caute e selettive”.

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