Polizze legate ai mutui, adesso si cambia

Pubblicato il 7 maggio 2012

Il decreto sulle liberalizzazioni in combinato con alcuni provvedimenti dell'Isvap hanno cambiato il volto del panorama che riguarda le polizze legate ai mutui. Dal 2 aprile la banca erogante il credito non può più coprire al contempo il ruolo di beneficiario e quello di distributore delle polizze legate ai mutui.

Un mercato di tutto rispetto, un giro d'affari da due miliardi di euro che sta causando parecchi problemi ai consumatori che sono obbligati, al momento dell'erogazione di un mutuo o di un prestito, a sottoscrivere una polizza assicurativa. Secondo il Crtcu, il Centro di ricerca e tutela del consumatore e degli utenti, in questo modo si veniva spesso a creare uno svantaggio per i consumatori a cui venivano proposte polizze dallo stesso istituto che erogava il prestito, senza tener conto della concorrenza  e, quindi, degli eventuali vantaggi in termini di costo.

Proprio per favorire la concorrenza, il decreto liberalizzazioni obbliga banche, istituti di credito e intermediari finanziari a proporre, oltre al proprio prodotto, almeno altri due preventivi di due diverse assicurazioni diverse e non riconducibili all’istituto che eroga il prestito. Secondo gli esperti è possibile che la novità porti le compagnie e le banche ad abbassare il prezzo delle provvigioni in modo da vendere più prodotti a vantaggio del consumatore che potrebbe dunque spendere di meno.

Secondo Carlo Biasior, direttore del Crtcu, “il contraente è comunque libero di procurarsi in maniera autonoma altri preventivi da assicurazioni diverse da quelle proposte dalla banca. E questo può conferirgli un potere contrattuale ancora maggiore”. In materia di problematiche che coinvolgono (e sfavoriscono) i consumatori, l'Isvap era già intervenuta tempo addietro col regolamento n. 35 del 2010 che, riconoscono gli esperti, ha aperto la strada al decreto sulle liberalizzazioni in materia. Con questa norma l'istituto per la sorveglianza delle assicurazioni aveva già sancito il diritto del contraente a vedersi restituita la quota parte del premio unico non goduto in caso di anticipata estinzione o surroga del mutuo. L'intervento è stato considerato estremamente importante visto che gli istituti che erogano i mutui non riconoscevano questo diritto, trattenendo tutta la somma pagata, o al più, consideravano l'eventualità di “spostare” l’assicurazione in modo da garantire il nuovo mutuo surrogato.

di Franco Canevesio

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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