Metropoli, case più care e mutui più cari

Pubblicato il 26 March 2012

Il mercato del mattone è lievemente in ripresa rispetto all'ultima parte del 2011. Ciononostante, per comprare una casa ci vogliono tantissimi soldi: colpa non tanto dei tassi applicati ai mutui quanto piuttosto della crescita delle rate dei mutui per i tassi che vengono applicati dalle banche.

Secondo le ultime stime, comprare un appartamento in una grande città con un mutuo comporta l'aumento del 6% nella spesa mensile che è necessaria per pagare la rata in caso di tasso fisso e l'aumento del 16% nel caso di tasso variabile . In due grandi città come Milano e Roma la situazione che si presenta agli occhi del possibile acquirente che vuole comprare un'abitazione da 80 metri quadri in area semicentrale, ipotizzando un mutuo che copra il 60% del valore dell’immobile, è più o meno questa: nel capoluogo lombardo i tassi d'interesse salgono al 10%  nel caso di tasso fisso e al 20% per il variabile; a Roma il fisso è al 7%, il variabile oltre il 17%. Tradotto in cifre tutto questo significa  che a Milano un mutuo ventennale costa 269 euro in più nel caso di tasso variabile, con una rata che può toccare i 1.541 euro, rispetto ai 1.271 euro del 2011, mentre ci vogliono 161 euro in più nel caso di tasso fisso rispetto all'anno scorso, il che significa pagare una rata da 1.745 euro, ben oltre rispetto ai 1.584 del 2011.

A Roma, tradurre le percentuali vuol dire parlare di due aumenti da, rispettivamente, 236 euro e 114 euro. Spostiamoci verso il sud. A Bari, la rata di un mutuo a tasso variabile può arrivare a 903 euro, una fucilata rispetto ai 630 euro del 2011, mentre per un tasso  fisso si paga 1.023 euro, comunque oltre i 950 euro dell'anno scorso. A Palermo la rata di un tasso variabile costa 653 euro (rispetto ai 566 euro del 2011), per il fisso si paga 739 euro (erano 705 euro l'anno scorso). Inoltre, bisogna tenere presente la drastica diminuzione del loan to value (la percentuale tra il prestito e il valore della garanzia) ottenibile oggi, una diminuzione dovuta alle banche che hanno ristretto i metodi di erogazione del credito ma dovuta anche alle perizie tecniche che sono diventate estremamente prudenti. In sostanza, oggi conta non tanto il prezzo che viene pagato dal debitore quanto piuttosto il valore che le banche otterrebbero qualora fossero costrette a mettere all'asta l'abitazione nel caso si appalesassero problemi di solvibilità.

di Franco Canevesio

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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