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Con un po' di attenzione si possono ottenere sgravi importanti

Caro mutuo quanto mi costi? Meno del previsto, ecco perché

10 giugno 2019

Spesso l’acquisto di un immobile, specie se prima casa è un traguardo, su cui si concentrano ansie e speranze. E, molte, moltissime spese. Se si tratta di una prima casa, le norme fiscali vengono, però, in soccorso offrendo la possibilità di poter avere uno sconto su alcune voci incontrate nel percorso che ha portato all’acquisto immobiliare.

Non si tratta soltanto della possibilità di portare in detrazione una parte del costo della rata del mutuo (vedi alla voce interessi passivi) ma proprio ad una serie di spese legate al costo della pratica di mutuo.

Queste voci inserite nella dichiarazione dei redditi, sotto la dicitura oneri accessori, saranno dunque ridotte nel loro importo, attraverso il meccanismo della detrazione fiscale, cioè uno sconto applicato su quanto dover pagare in imposte.

La condizione che pone il fisco, affinché si possano inserire in dichiarazione nel rigo degli oneri accessori, è che devono essere considerate assolutamente necessarie alla stipula del contratto di mutuo.

Si possono trovare raggruppate sotto la voce di costo di acquisizione.

Lo sconto ammonta, così come per gli interessi passivi, al 19% di un valore frutto della somma delle voci “scontate” parametrate all’importo del mutuo e degli interessi pagati, queste somme si aggiungono al calcolo della detrazione per gli interessi passivi entro un tetto di 4000 euro.

Nel costo di acquisizione il legislatore ha fatto rientrare le spese del notaio per il mutuo, le spese della perizia e dell’istruttoria, quelle richieste dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione, le perdite su cambio per i mutui contratti in valuta estera, l’imposta per la l’iscrizione o la cancellazione dell’ipoteca.

Ecco brevemente più in dettaglio quali sono queste singole voci.

Le spese di notaio per il mutuo sono il costo della parcella pagata al professionista che di solito si aggira intorno al 2-2,5% del valore del mutuo.

Le spese di istruttoria sono quelle legate all’attività della banca che precedono la concessione del mutuo: raccolta documentazione, verifica affidabilità del cliente, sono diverse da istituto a istituto.

In alcuni casi, le banche possono anche decidere di non far pagare nulla al mutuatario, accollandosi le spese per intero, venendo incontro al nuovo cliente, mentre quelle legate alla perizia devono essere riconosciute al professionista, di solito geometra, ingegnere o architetto che è chiamato a stimare il valore corretto dell’immobile.

Ci sono poi, come scritto in precedenza, le spese per l’attività di intermediazione, nonché la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti, le eventuali sanzioni per le estinzioni del mutuo, o, nel caso in cui il mutuo sia stipulato in una valuta straniera l’eventuale perdita sul cambio.

Non è possibile, invece, considerare spese strettamente necessarie, alla stipula del mutuo, i costi legati all’assicurazione della casa che, molto di frequente, gli istituti di credito, eroganti il finanziamento, legano ad ulteriore garanzia alla concessione del prestito; e le spese del notaio per il contratto di compravendita. In quest’ ultimo caso, infatti, il contratto di mutuo e il contratto di compravendita dell’immobile, sono due distinti atti che in linea generale sono stipulati contestualmente, cioè uno di seguito all’altro ma diversi.

Non è possibile poi recuperare alcun importo legato alle imposte di registro, l’Iva e le imposte ipotecarie e catastali.

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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Cristina Bartelli

    Calabrese, ma da tempo trapiantata a Milano, è giornalista professionista dal 2004. Lavora per ItaliaOggi scrivendo del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione. Modera convegni e tavole rotonde su temi come l’antiriciclaggio, la pianificazione fiscale e gli adempimenti con l’agenzia delle entrate.