Mutuo: come sospendere le rate

Dopo settimane di tensioni e con il rischio recessione alle porte, il differenziale tra i titoli di Stato tedeschi a 10 anni (Bund) e il Btp italiano è sceso a quota 374 punti. Una buonissima notizia e soprattutto una risposta concreta alle misure di risanamento strutturali che il BelPaese ha intrapreso per correggere i conti pubblici, così come ha evidenziato l’Unione Europea.

Una fiducia resa possibile soprattutto grazie all’aiuto concesso dalla Banca centrale europea che tiene aperto il rubinetto del credito alle banche italiane. In circolo ci sono, infatti, 116 miliardi di euro (dei 500 miliardi in totale sparsi in Europa) prestati a fine dicembre dall’Istituto di Francoforte al tasso dell’1%, mentre gli istituti di credito li hanno poi prestati ad investitori e imprese tra il 4% e il 6%.

E le famiglie? Su di loro si continuano a scaricare gli effetti negativi della crisi. A spiegare le difficoltà degli italiani arrivano, ultimi in ordine di tempo, i dati diffusi dall’Istat sulla disoccupazione: a dicembre il tasso è salito all’8,9%, la percentuale più alta dal gennaio 2004.

Migliaia di italiani che devono, quindi, fare i conti salatissimi con la perdita o con la mancanza del lavoro, tanto che in molti non riescono più a pagare le rate del mutuo, anche se in questi mesi i tassi sono ai minimi. Ma fortunatamente in questa triste circostanza c’è una buona notizia: a sorpresa è stata concessa una nuova proroga (è la terza) del Piano Famiglie che permette di richiedere la sospensione dei prestiti per la casa. Si tratta di una boccata d’ossigeno per i mutuatari in difficoltà che possono saltare per un intero anno l’appuntamento con le rate.

Basti pensare che fino ad oggi sono stati sospesi 55.000 mutui, pari a circa 7 miliardi di euro di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di oltre 420 milioni di euro.
La moratoria è frutto dell’accordo tra l’Associazione bancaria italiana e 13 associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) che ripropone quanto stabilito lo scorso luglio, al momento della seconda proroga. Il primo stop, invece, ci fu a gennaio 2011.

In particolare, l’accordo prevede la possibilità di presentare una richiesta per la sospensione del rimborso delle rate di mutuo per almeno 12 mesi da parte dei titolari con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui che hanno subito eventi particolarmente negativi come la morte, la perdita dell’occupazione, l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza o l’ingresso in cassa integrazione. L’importante è che queste situazioni si verifichino entro il 30 giugno 2012.
Mentre i mutui accesi per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale non devono superare l’importo di 150.000 euro. L’agevolazione è riconosciuta anche in caso di prestiti cartolarizzati.

Ed ancora. Alla sospensione sono ammessi solo i mutuatari che non ne hanno mai usufruito e chi è in ritardo con i pagamenti. L’importante è che non si siano state saltate tre rate mensili (vale a dire aver superato 90 giorni).

Lo stop non determina l’applicazione di interessi di mora, né l’applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria e avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive. Mentre non bisogna sottovalutare che durante questa sospensione gli interessi previsti dal contratto vanno sempre rimborsati.

Ma è anche a discrezione delle banche aderenti attivare delle procedure più favorevoli rispetto a quelle indicate nel Piano. Alcuni istituti hanno, infatti, applicato condizioni migliorative decidendo di non imporre un tetto al reddito o al valore del mutuo erogato, aumentando i limiti o estendendo la sospensione a tutte le tipologie di mutuo, indipendentemente dall’immobile ipotecato.

È semplice richiedere la sospensione per tutti coloro che hanno i requisiti. Basta recarsi, fino al 31 luglio 2012, presso la propria filiale e presentare il modulo e la documentazione in grado di attestare l’evento sfavorevole (lettera di licenziamento, dichiarazione dei redditi, eccetera). Starà, poi, alla banca attivare le procedure di controllo e procedere entro 45 giorni lavorativi al blocco delle rate.

3 febbraio 2012 di

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