Mercato immobiliare, il boom della periferia
17 feb 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Cecilia Pierami

Negli ultimi anni la mappa del valore immobiliare si è ridisegnata. Non sono più solo i centri storici a trainare il mercato: la crescita più vivace arriva dalle periferie e dalle zone fuori porta, che stanno recuperando terreno a ritmo sostenuto. I dati elaborati da Scenari Immobiliari, sulle variazioni dei prezzi medi al metro quadro nei principali capoluoghi, mostrano chiaramente questo spostamento del baricentro: i valori assoluti restano più alti nel cuore delle città, ma le percentuali di aumento più significative si registrano nelle aree esterne.
La spinta verso periferie e aree fuori porta nasce da motivi molto concreti. Prima di tutto il prezzo: anche se negli ultimi anni queste zone sono cresciute più del centro, il costo al metro quadro resta mediamente più basso. Questo permette a famiglie e giovani coppie di comprare casa con un budget più sostenibile, magari ricorrendo ad un mutuo, e spesso di ottenere più spazio a parità di spesa.
Ed è proprio lo spazio uno degli elementi chiave. In periferia è più facile trovare appartamenti più grandi, balconi, terrazzi o piccoli giardini. Dopo gli anni del lavoro da casa, avere una stanza in più o uno sfogo esterno è diventato un valore aggiunto, non un dettaglio.
A fare la differenza sono anche i collegamenti. Nuove linee metro, riqualificazioni urbane e infrastrutture migliori hanno accorciato le distanze reali dal centro. Se raggiungere l’ufficio o i servizi richiede pochi minuti in più, vivere fuori porta non è più un compromesso pesante.
La crescita della periferia milanese
Il fenomeno è particolarmente evidente a Milano. In alcune microzone semicentrali o di cintura urbana gli aumenti superano il 40% nell’arco di cinque anni. È il caso dell’area di Via Feltre, dove i valori sono saliti del 44,6%, con quotazioni medie intorno ai 2.650 euro al metro quadro. Anche nella zona di Via Lombardini/Cezanne l’incremento sfiora il 44%, con prezzi medi attorno ai 3.900 euro. Si tratta di quartieri non centrali ma ben collegati e interessati da trasformazioni urbane che ne hanno rafforzato l’attrattività.
Roma
Un andamento simile si osserva a Roma. Nell’area di Via Cipro l’aumento negli ultimi cinque anni si avvicina al 44%, con valori medi attorno ai 3.100 euro al metro quadro. Anche zone come Piazzale Clodio mostrano crescite vicine al 40%. Non sono quartieri storicamente “prime location”, ma aree che beneficiano di servizi, collegamenti e di una domanda in cerca di alternative più accessibili rispetto al centro storico.
Il fenomeno riguarda anche le altre grandi città italiane
La dinamica si estende anche ad altre città. A Torino, per esempio, l’area di Via De Gasperi/Viale Duca d’Aosta registra incrementi superiori al 40%, mentre a Napoli la zona di Via Monteoliveto/Girardi/Mezzocannone cresce di circa il 39%. A Firenze, l’area di Piazzale J.F. Kennedy/Via Tartini supera il 40% di aumento nel quinquennio.
Una rivalutazione effettiva del patrimonio immobiliare
Pur partendo da livelli inferiori rispetto ai centri consolidati, queste aree stanno riducendo il divario. La crescita reale, depurata dall’inflazione, in molti casi supera il 18-20% in cinque anni. Questo significa che l’aumento non è soltanto nominale ma rappresenta una rivalutazione effettiva del patrimonio immobiliare.
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