Bussola mutui per il precompilato

Ecco quali righi compilare per la detrazione degli interessi passivi sui mutui

Occhio ai righi E7 - E8 ed E10. Nel modello 730 le somme da poter portare in detrazione sugli interessi passivi pagati sul mutuo prima casa vanno indicate in queste righe con i codici 8, 9, 10 e 11.

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730 specificano che: “In questi righi vanno indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione pagati nel 2020 per i mutui, a prescindere dalla scadenza della rata".

Inoltre l’Agenzia ricorda che se il mutuo è stato sovvenzionato con contributi concessi dallo Stato o da enti pubblici, non erogati in conto capitale, gli interessi passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente.

Quali mutui sono esclusi dalla detrazione

Non danno comunque diritto alla detrazione gli interessi pagati a seguito di aperture di credito bancarie, di cessione di stipendio e, in generale, gli interessi derivanti da tipi di finanziamento diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili.

Eccedenza costi

Se il mutuo eccede il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile, possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del mutuo che copre questo costo, aumentato delle spese notarili e degli altri oneri accessori relativi all’acquisto.

Per determinare la parte di interessi da detrarre può essere utilizzata la seguente formula: costo di acquisizione dell’immobile x interessi pagati / capitale dato in mutuo

Intestazione per più persone

Una notazione importante è che se il mutuo è intestato a più persone, ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi.

Essere titolare di mutuo è vincolato a essere proprietario della porzione di immobile per cui si chiede il mutuo. Se sussiste una sola condizione e non l’altra, non è possibile usufruire della detrazione.

In caso di contitolarità del contratto o di più contratti di mutuo, questo limite si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti (per esempio i coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sulla abitazione principale acquistata in comproprietà possono indicare al massimo un importo di 2.000,00 euro ciascuno).

Se invece il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può̀ fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.

Gli altri sconti fiscali

Gli sconti fiscali legati alla prima casa da poter riportare nella dichiarazione dei redditi non finiscono qui: c’è lo spazio dedicato agli oneri accessori sui quali è consentito calcolare la detrazione; essi sono le spese necessarie alla stipula del contratto di mutuo.

Tra questi oneri sono compresi: l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio per mutui stipulati in altra valuta, la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione, gli oneri fiscali (compresa l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato), la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato, le spese di istruttoria, notarili e di perizia tecnica, la penalità per anticipata estinzione del mutuo.

Le spese notarili includono sia l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo (con esclusione di quelle sostenute per il contratto di compravendita) sia le spese sostenute dal notaio per conto del cliente come, ad esempio, l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca.

Il rigo 7

Si è detto che il Rigo E7 è denominato "Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale".

In questo spazio sarà necessario indicare gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l’acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale.

La banca di solito fornisce una attestazione sul punto e nel modello precompilato dovrebbe essere già presente il dato che va comunque sempre verificato, e se modificato, per una non corretta comunicazione, sarà necessario conservare la documentazione attestante il valore riportato.

Cosa si intende per abitazione principale

L’Agenzia delle Entrate precisa che “Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Pertanto, la detrazione spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)”.

La detrazione spetta su un importo massimo di 4.000,00 euro e a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo.

Se l’immobile acquistato è sottoposto a ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data in cui viene adibito ad abitazione principale, purché questo avvenga sempre entro due anni dall’acquisto.

Per i compensi, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale, l’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 1.000 euro.

15 giugno 2021 di

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