APE, dal 3 giugno nuove regole per il calcolo dell'efficienza energetica

Per chi sta comprando casa, vendendo un immobile o programmando una ristrutturazione, il 3 giugno 2026 segna una data da tenere d'occhio. Da quel giorno sono entrate infatti in vigore le nuove regole tecniche previste dal decreto che aggiorna i criteri nazionali per la prestazione energetica degli edifici. Non si tratta di una rivoluzione immediatamente visibile per i proprietari, né di un nuovo obbligo legato all'Attestato di Prestazione Energetica (APE). Tuttavia, le novità introdotte possono avere effetti concreti sulla valutazione energetica degli immobili e, di conseguenza, sulla loro appetibilità sul mercato.
Una fotografia più precisa dei consumi
Dal 3 giugno non cambia la scala di classificazione degli immobili, che continua a andare da A4 (massima efficienza) a G (minima efficienza). Le novità riguardano invece il sistema di calcolo utilizzato per attribuire la classe energetica, che diventa più accurato nella valutazione delle dispersioni e delle prestazioni effettive dell’edificio. L'obiettivo dell'aggiornamento normativo è rendere la certificazione più aderente al comportamento reale delle abitazioni, introducendo criteri di valutazione più dettagliati rispetto a quelli utilizzati finora.
Più attenzione alle dispersioni di calore
Tra le principali novità c'è una valutazione più accurata dei cosiddetti ponti termici, cioè quei punti dell'edificio in cui il calore tende a disperdersi con maggiore facilità: balconi, pilastri, giunzioni tra pareti e solai, cassonetti delle tapparelle e altri elementi costruttivi potranno infatti incidere maggiormente sul risultato finale della certificazione. Si tratta di aspetti già considerati in passato, ma che ora vengono analizzati con un livello di dettaglio superiore. Per molti edifici costruiti prima delle più recenti normative sul risparmio energetico, questo potrebbe tradursi in una valutazione meno favorevole rispetto a quella ottenuta con i criteri precedenti.
La classe energetica potrebbe cambiare
Con il nuovo “sistema di calcolo” alcune abitazioni potrebbero ritrovarsi con una classe energetica diversa da quella che avrebbero ottenuto fino a pochi mesi fa. Non chiaramente perché consumino più energia di prima, ma perché il nuovo metodo riesce a stimare in modo più preciso le dispersioni e l'efficienza complessiva dell’immobile. Al contrario, gli edifici più recenti o quelli oggetto di interventi di riqualificazione energetica potrebbero vedere valorizzate le soluzioni adottate per ridurre i consumi.
Nessun obbligo di rifare l’APE
Uno dei dubbi più diffusi riguarda la validità degli attestati già esistenti. Su questo punto non ci sono particolari novità: gli APE rilasciati prima del 3 giugno continuano a essere validi fino alla loro naturale scadenza, che generalmente è fissata a dieci anni. Non esiste quindi alcun obbligo di aggiornare immediatamente la certificazione energetica dell’immobile. Naturalmente, nel momento in cui sarà necessario predisporre un nuovo APE, il tecnico dovrà applicare le nuove regole di calcolo.
Un elemento sempre più importante quando si compra casa
Negli ultimi anni la classe energetica è passata dall'essere una semplice voce presente negli annunci immobiliari a un fattore sempre più considerato da chi acquista. Bollette, costi di gestione e prospettive di valorizzazione dell'immobile nel tempo spingono molti acquirenti a guardare con maggiore attenzione all'efficienza energetica della casa. Non a caso gli immobili nelle classi più elevate continuano a registrare una domanda sostenuta, soprattutto nelle grandi città. Per chi è alla ricerca di un mutuo, conoscere la reale qualità energetica dell'immobile può inoltre aiutare a stimare meglio le spese future e la sostenibilità complessiva dell'investimento.
Cosa fare se si sta comprando o vendendo
Per chi sta acquistando un'abitazione, il consiglio è verificare non solo la classe energetica indicata nell'APE, ma anche la data di rilascio dell'attestato e gli eventuali interventi effettuati sull'immobile negli ultimi anni. Chi invece intende vendere non deve affrontare nuovi adempimenti immediati, ma può essere utile confrontarsi con un tecnico per comprendere come le nuove modalità di calcolo possano incidere sulla valutazione energetica della casa. Il cambiamento introdotto dal 3 giugno è soprattutto tecnico, ma arriva in un momento in cui l'efficienza energetica sta assumendo un peso crescente nelle scelte di chi compra e nelle valutazioni del mercato immobiliare.
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