Calcolo Imu e Tasi per prima e seconda casa

Calcolo Imu e Tasi per prima e seconda casa

Per meglio comprendere il calcolo di Imu e Tasi è necessario avere ben chiare quali siano le differenze tra queste due tipologie di tasse previste sugli immobili. In questa guida verranno evidenziati una serie di aspetti, tra cui, in primis, la differenza tra Imu e Tasi, le modalità per effettuare il calcolo delle tue tasse, le innovazioni portate dalla Legge di Bilancio 2019 e, infine, quando è possibile avere l'esenzione.

Tasse Tasi e Imu: differenze

La Tasi è una tassa che deve essere pagata da quanti fanno uso dei cosiddetti Servizi Indivisibili. Il termine, stesso, infatti, rappresenta l'acronimo di Tassa per i Servizi Indivisibili. Tra questi servizi rientrano, ad esempio, le spese per l'illuminazione di strade, la cura degli spazi verdi e altri servizi che vengono assicurati dai Comuni. Si tratta quindi in qualche modo di servizi comuni e si differenziano dai servizi individuali offerti dai Comuni (come l'asilo nido o altro) che, invece, vengono pagati esclusivamente da quanti usufruiscono del servizio stesso.

L'Imu, invece, è l'Imposta Municipale Unica: rappresenta una tassa che si paga per la proprietà degli immobili. Tuttavia, la tassa sulla proprietà non si paga per tutti gli immobili, ma solo per le seconde case (nonchè terze e altre) e per eventuali altri immobili di proprietà. Nel caso di prima casa, essa deve essere pagata solo se l'appartamento in cui si vive rientra nella categoria di abitazione di lusso.

Da quanto riportato, si può quindi evidenziare che le due tasse sono ben distinte, in quanto vanno a coprire una i servizi offerti dal Comune in cui si trova la casa e l'altra la proprietà della casa stessa. Tuttavia, esistono anche una serie di similitudini tra le due tasse che sono soprattutto legate alle modalità di calcolo o alla base imponibile.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo esse di basano sul periodo di proprietà: tale periodo viene calcolato in mesi. Va poi sottolineato che in caso di casa in comproprietà, ogni proprietario dovrà pagare una quota differente a seconda che sia anche residente nell'appartamento o meno. Inoltre, la somma da pagare viene calcolata sulla base della quota di possesso.

Le differenze tra Imu e Tasi si basano su alcuni fattori tra cui il coinvolgimento degli inquilini. La Tasi, infatti, va pagata anche dagli inquilini, in una quota che viene solitamente definita da delibera comunale. Tale quota può oscillare tra il 10 e il 30%; nel caso in cui non sia presente una delibera che specifichi il valore della Tasi, essa sarà automaticamente calcolata al 10%. Un'ulteriore differenza è relativa a chi deve pagare l'Imu e chi la Tasi. Quest'ultima, infatti, deve essere pagata anche da quanti vivono negli alloggi ex IACP che non rientrano nella categoria di alloggi sociali

 La quota da pagare viene valutata in relazione con gli altri immobili e poi viene suddivisa tra proprietario e inquilino secondo le percentuali definite dal Comune in cui si trova l'appartamento. In caso di cooperative edilizie, invece, la Tasi va pagata completamente dalla cooperativa. Infine, sono esenti dal pagamento di Tasi i proprietari di terreni agricoli. Questi stessi terreni, invece, sono soggetti all'Imu, tranne nel caso in cui siano terreni incolti o siano situati nelle Comunità Montane.

Legge di Bilancio 2019: novità su Imu e Tasi

Il pagamento di Imu e Tasi va effettuato tenendo conto di quanto riportato nella legge di Bilancio, che definisce modalità e termini per il calcolo e il pagamento di queste due tasse. Per il 2019, in particolare, la Legge di Bilancio ha apportato alcune modifiche rispetto a quanto presente nelle modalità di pagamento degli anni precedenti. La prima variazione è quella relativa agli aumenti delle aliquote per alcuni Comuni. Il motivo per cui la modifica interessa esclusivamente alcuni Comuni è dato dal fatto che le maggiori città metropolitane già prevedono un valore di Imu e Tasi elevate e, nello specifico, corrispondenti ai massimi valori previsti dalla legge.

Va inoltre sottolineato che la novità più importante - che tuttavia ancora non è stata approvata - prevede l'unificazione delle tasse Imu e Tasi nonché l'aliquota della Tari (Tassa sui Rifiuti), in un'unica tassa della casa, dal nome di IUC (Imposta Comunale Unica). La tassa unica prevede la possibilità di rateizzare i pagamenti: la prima rata va quindi pagata entro il 17 giugno del 2019 mentre la seconda entro il 19 dicembre del 2019. Si può anche scegliere di pagare una rata unica: in questo caso essa va versata entro il 17 giugno del 2019. Per quanto riguarda la Tari, invece, la tassa può essere suddivisa in due, tre o quattro rate a seconda del Comune di residenza che, quindi, definisce anche le date di scadenza per i pagamenti.

Come calcolare Imu e Tasi

Per sapere quanto si deve pagare di tasse IMU e TASI è necessario, per prima cosa, conoscere quale sia la rendita catastale. Il calcolo può essere effettuato online, utilizzando calcolatrici preimpostate messe a disposizione da siti specializzati nelle problematiche relative ai pagamenti delle tasse. Oppure si può procedere personalmente: in entrambi i casi è necessario conoscere quali siano i valori delle percentuali da applicare a seconda del valore dell'immobile, nonché i coefficienti specifici che determinano la classe di appartenenza dell'immobile.

Questi sono quattro e valgono rispettivamente 160, 140, 8o e 65. Il coefficiente più alto si applica a quasi tutte le abitazioni, ossia ai fabbricati di tipo A; sono esclusi quelli della categoria A10, nella quale rientrano uffici e studi privati. Inoltre, lo stesso coefficiente viene usato per la categoria C/2, C/6 e C/7. Il coefficiente di 140 viene invece applicato per tutti i fabbricati che rientrano nella categoria B e per i C/3, C/4 e C/5. Rientrano invece nella valutazione di coefficiente pari a 80 i fabbricati della categoria A/10 e D/5 mentre tutti gli altri fabbricati di categoria D e per quelli C/1 il coefficiente da applicare è pari a 65.

Pagamento Imu e Tasi: chi deve pagare

Come già sottolineato, la tassa IMU va pagata esclusivamente dal proprietario che possegga un secondo appartamento o immobile diverso da quello di prima residenza. Inoltre, essa va pagata in caso di immobili di lusso. La TASI, invece, viene divisa in aliquote che coinvolgono anche un eventuale coinquilino diverso dal proprietario stesso. La percentuale dovuta all'inquilino dipende dal Comune di residenza e, se non vi sono delibere che definiscono l'aliquota spettante all'affittuario, questo sarà tenuto al pagamento del 10% della quota.

Esenzioni Tasi e Imu

La tassazione cui sono soggetti gli appartamenti di lusso e i secondi appartamenti può non essere pagata in caso di diritto all'esenzione. Quali sono i parametri che permettono di richiedere l'esenzione? L'esenzione dall'IMU può essere richiesta in caso di immobili che vengano usate come abitazione principale dei soci di cooperative edilizie. In tal caso è necessario che i soci siano assegnatari degli appartamenti. Sono inoltre esentati dall'IMU tutti gli alloggi che rientrano nella classificazione di alloggio sociale, così come definito dal Decreto Ministeriale 22/04/2008 e tutti gli immobili la cui proprietà sia di personale appartenente alle Polizia, alle Forze Armate, ai Vigili del Fuoco o con carriera prefettizia. L'esenzione è valida tuttavia esclusivamente se l'immobile non viene locato. Infine, sono esenti dal pagamento dell'IMU quanti hanno una casa di proprietà che, in seguito a separazione, viene assegnata al coniuge oppure quanti diano la propria casa in usufrutto a persone anziane o disabili.

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