Il mercato dei mutui green e la transizione abitativa in Italia
18 feb 2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro

L'inizio del 2026 segna un punto di svolta fondamentale per il settore creditizio e immobiliare italiano, grazie alla convergenza di spinte normative europee, strategie di de-risking degli istituti di credito e una rinnovata sensibilità del mercato verso la sostenibilità energetica.
Al centro di questo scenario si colloca la Direttiva Case Green (EPBD IV), che impone una tabella di marcia serrata per allineare il patrimonio edilizio nazionale all'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. In questo contesto, il mutuo green diventa uno strumento fondamentale per sostenere il valore degli immobili nel tempo.
La Direttiva EPBD IV e il recepimento italiano
La Direttiva Case Green stabilisce che il parco immobiliare europeo deve diventare ad emissioni zero (ZEB) entro la metà del secolo, con tappe intermedie che influenzano direttamente la commerciabilità degli edifici e le politiche di erogazione dei mutui. Entro il 29 maggio 2026, l'Italia è tenuta a recepire formalmente la norma e ad aggiornare gli strumenti di certificazione, introducendo un nuovo modello di Attestato di Prestazione Energetica (APE) conforme all'Allegato V.
Le scadenze e gli obblighi strutturali
Il percorso di decarbonizzazione è scandito da obblighi progressivi che interessano sia le nuove costruzioni sia le ristrutturazioni rilevanti. Gli Stati membri devono presentare la versione definitiva del Piano Nazionale di Ristrutturazione entro il 31 dicembre 2026.
La Direttiva Case Green prevede il seguente piano:
| DATA | MILESTONE NORMATIVA | AMBITO DI APPLICAZIONE |
|---|---|---|
| 1° gennaio 2025 | Stop incentivi caldaie a gas | Divieto di sussidi per generatori a combustibili fossili |
| 29 maggio 2026 | Nuovo APE (Allegato V) | Obbligo di nuovo formato per la certificazione energetica |
| 31 dicembre 2026 | Impianti solari (Fase 1) | Installazione impianti solari su nuovi edifici pubblici e non residenziali > 250 mq |
| 31 dicembre 2027 | Impianti solari (Fase 2) | Installazione impianti solari su edifici pubblici esistenti > 2.000 mq e non residenziali esistenti > 500 mq |
| 1° gennaio 2028 | Edifici pubblici ZEmB | Nuovi edifici pubblici a emissioni zero |
| 31 dicembre 2028 | Impianti solari (Fase 3) | Installazione impianti solari su edifici pubblici esistenti > 750 mq |
| 31 dicembre 2029 | Impianti solari (Fase 4) | Installazione impianti solari su tutti i nuovi edifici residenziali e parcheggi coperti adiacenti |
| 1° gennaio 2030 | Nuovi edifici privati ZEmB | Tutti i nuovi edifici devono essere a emissioni zero |
La direttiva mira a ridurre il consumo di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030, concentrando gli sforzi sul 43% degli immobili con le prestazioni peggiori. Questo significa che circa 5 milioni di edifici in Italia dovranno subire interventi di efficientamento nel prossimo decennio per non incorrere in una perdita significativa di valore commerciale.
Il nuovo APE 2026
L'Attestato di Prestazione Energetica, fondamentale per l'istruttoria di un mutuo green, nel 2026 dovrà includere anche il potenziale di riscaldamento globale (GWP) e indicatori specifici sulla qualità ambientale interna.
Secondo le nuove linee guida dell'Allegato V, la prima pagina dell'APE dovrà riportare in modo univoco informazioni che permettano alla banca di valutare la sostenibilità del mutuo, come:
| INDICATORE | DESCRIZIONE | RILEVANZA PER IL MUTUO |
|---|---|---|
| Classe Energetica | Scala da A a G | Determina l'accesso allo sconto sul tasso (tipicamente per classi A o B) |
| Consumo Energia Primaria | Energia necessaria prima di qualsiasi trasformazione | Misura l'efficienza globale dell'involucro e degli impianti |
| Consumo Energia Finale | Energia effettivamente consumata dall'utente | Indica la spesa energetica operativa |
| Rinnovabili in loco | Percentuale di energia prodotta rispetto al consumo | Valuta l'autosufficienza energetica |
| Emissioni Operative | Gas a effetto serra prodotti | Parametro per la finanza sostenibile (ESG) |
| Global Warming Potential (GWP) | Impatto ambientale sull'intero ciclo di vita dell'immobile | Misura l'impatto ambientale totale dei materiali |
L'APE deve inoltre includere raccomandazioni tecnicamente fattibili ed economicamente sostenibili per migliorare la prestazione, collegandosi a sistemi di supporto come i "Passaporti di Ristrutturazione" e gli sportelli unici per la consulenza. Un APE non preciso o non veritiero espone il mutuatario al rischio di revoca delle agevolazioni green, con il conseguente passaggio ai tassi standard.
Il divario tra immobili "green" e immobili "brown"
I dati raccolti tra il 2021 e il 2025 da CRIF mostrano un divario crescente tra gli immobili efficienti e quelli obsoleti. Gli immobili "green" (classi A e B) hanno registrato un incremento del valore medio del +2%, mentre gli immobili "brown" (classi F e G) hanno subito un deprezzamento del -4%.
Il divario di prezzo al metro quadro è influenzato dalla localizzazione geografica e dalla densità urbana. Nelle regioni del Nord Italia, le differenze assolute arrivano a superare gli 800 euro/mq:
| AREA GEOGRAFICA | PREZZO MEDIO GREEN | PREZZO MEDIO BROWN | DIVARIO ASSOLUTO |
|---|---|---|---|
| Nord Ovest | 2.693 €/mq | 1.825 €/mq | 868 €/mq |
| Nord Est | 2.518 €/mq | 1.628 €/mq | 891 €/mq |
| Centro | 2.625 €/mq | 2.063 €/mq | 561 €/mq |
| Sud e isole | 1.957 €/mq | 1.418 €/mq | 539 €/mq |
Anche confrontando tra loro le grandi aree metropolitane, i capoluoghi e i comuni minori, le differenze sono notevoli. In termini percentuali, vivere in una casa green in centro città può significare una valorizzazione del 40% superiore rispetto a una casa di classe G nello stesso quartiere. Questo divario è destinato ad ampliarsi nel 2026 con l'avvicinarsi delle scadenze della direttiva EPBD IV, rendendo l'acquisto di case inefficienti un investimento ad alto rischio di svalutazione.
L'offerta dei principali istituti di credito sui mutui green
Il sistema bancario sta rispondendo alla transizione con prodotti flessibili che coprono diverse finalità, dall'acquisto, alla costruzione, alla ristrutturazione, fino alle opzioni di surroga e acquisto più ristrutturazione.
Le agevolazioni del mutuo green si concretizzano solitamente in:
- sconti sui tassi che possono arrivare fino a -50 bps (0,50%) sul TAN per gli immobili in classe A o B rispetto ai mutui tradizionali;
- spese di istruttoria spesso azzerate sulle finalità di acquisto prima casa e seconda casa (in un mutuo standard potrebbero superare i 1.300 euro);
- spese di perizia ridotte o azzerate;
- opzioni di flessibilità come ad esempio la possibilità di pagare rate di soli interessi per un periodo iniziale, facilitando gli acquirenti nella prima fase dell'acquisto.
Simulazione mutuo green Febbraio 2026
Ecco le migliori offerte disponibili su Mutui.it a febbraio 2026 per un mutuo prima casa green di 100.000 euro da restituire in 30 anni:
| BANCA | PRODOTTO GREEN | TAN | TAEG | RATA MENSILE |
|---|---|---|---|---|
| Banco Desio | Offerta Flat D-Evolution Green | 2,95% | 3,12% | 418,91 € |
| Banca Sella | Mutuo Green A Tasso Fisso Under 36 | 3,00% | 3,12% | 421,60 € |
| Crédit Agricole | Mutuo CA Greenback Acquisto Green | 2,90% | 3,17% | 416,23 € |
| BPER | Mutuo Promo Casa Green | 2,95% | 3,21% | 418,91 € |
| Intesa Sanpaolo | Mutuo Green | 3,06% | 3,28% | 424,85 € |
La tendenza generale mostra tassi fissi che orbitano intorno al 3,10% - 3,30% per il segmento green, mentre i mutui tradizionali presentano tassi medi superiori al 3,50%. Su lunghe scadenze, come quelle tipiche del mutuo (25-30 anni), anche un risparmio di "soli" 30 euro al mese può rivelarsi significativo, arrivando a superare gli 8.000-10.000 euro sul rimborso totale.
Il risparmio energetico e l'ammortamento dei costi
La decisione di optare per un immobile green o di riqualificare un immobile esistente risulta estremamente conveniente anche considerando l'impatto sulle bollette energetiche e sugli oneri di manutenzione.
Il risparmio generato dal passaggio alla classe A è drastico e rende l'investimento molto più ammortizzabile nel tempo: basti pensare che le stime parlano di un risparmio in 20 anni che può arrivare anche a superare i 100.000€.
Fonti
- Mutui.it - Mutui green a gennaio 2026: le offerte attive per la casa sostenibile
- CRIF - Prezzi delle case in Italia
- Infobuildenergia.it - Direttiva CASE GREEN: tutte le novità
- Certifico.com - Modello APE Direttiva Case Green (EBPD IV)
- Certificato-energetico.it - Mutuo Green 2026: Risparmiare sui Tassi con l'APE
- Novadream.it - Classe Energetica: cosa cambia davvero tra A4 e G
Le offerte di mutuo prima casa più convenienti

- Prodotto
- Mutuo CA Greenback Acquisto Green
- Finalità
- Acquisto prima casa
- Importo
- € 50.000
- Tasso
- 2,85% (Tasso finito)
- Tipo Tasso
- Fisso
- TAEG
- 3,30%
- Durata
- 20 anni
- Costo totale
- € 32.827,12

- Prodotto
- Mutuo Green
- Finalità
- Acquisto prima casa
- Importo
- € 50.000
- Tasso
- 2,89% (Tasso finito)
- Tipo Tasso
- Fisso
- TAEG
- 3,29%
- Durata
- 20 anni
- Costo totale
- € 32.946,43

- Prodotto
- Mutuo Promo Casa Green
- Finalità
- Acquisto prima casa
- Importo
- € 50.000
- Tasso
- 2,95% (Tasso finito)
- Tipo Tasso
- Fisso
- TAEG
- 3,47%
- Durata
- 20 anni
- Costo totale
- € 33.125,88

- Prodotto
- Mutuo Green
- Finalità
- Acquisto prima casa
- Importo
- € 50.000
- Tasso
- 2,95% (Tasso finito)
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- Fisso
- TAEG
- 3,30%
- Durata
- 20 anni
- Costo totale
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- Fisso
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- 3,21%
- Durata
- 20 anni
- Costo totale
- € 33.125,88
*Annuncio Promozionale, per tutte le informazioni relative a ciascun prodotto si prega di prendere visione di Informativa Trasparenza Mutui. Tutti i prodotti presenti sul comparatore sono da considerarsi assistiti da garanzia di ipoteca sull'immobile. Ti ricordiamo sempre di prendere visione delle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto ai consumatori nonché agli altri documenti di Trasparenza. Per verificare la soluzione adatta alle tue esigenze clicca su Verifica fattibilità.
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