Firma del Piano Casa il primo maggio: ecco cosa prevede
23 apr 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Paolo Fiore

Il Piano Casa 2026 ha una data: i provvedimenti saranno approvati dal Consiglio dei ministri il primo maggio. Saranno aperte diverse linee di intervento, dall’edilizia popolare agli immobili a prezzo calmierato.
Il Piano convoglia risorse già stanziate in manovre passate e altre da reperire. Quelle già disponibili ammonterebbero, scrive Il Sole 24 Ore, a circa 970 milioni di euro. Ma, a regime, il Piano dovrebbe arrivare a 6 miliardi, senza escludere la possibilità di arrivare a 8 miliardi.
Case popolari
Sul fronte case popolari, non dovrebbero essere costruiti nuovi alloggi. Si dovrebbe puntare sulla riqualifica dei 63.000 appartamenti già esistenti ma inagibili. Anche sfruttando la leva dei piani regionali in vigore, si stima di poter riaprire le porte di 50-55.000 alloggi.
Il Sole stima anche quanto verrebbe a costare questa misura. Partendo dall’attuale costo medio di una ristrutturazione (18.500 euro) e arrotondandolo a 20.000 euro, per raggiungere l’obiettivo e assegnare le case alle famiglie in lista d’attesa sarebbero necessari circa 1,1 miliardi, interamente a fondo perduto.
Edilizia sociale
Oltre alle case popolari (che sono pubbliche), il Piano dovrebbe intervenire anche su altre fasce della popolazione. Alle famiglie a basso reddito si rivolgerà l'edilizia residenziale sociale. Anche in questo caso, si dovrebbe puntare sulla riqualificazione di immobili pubblici, in parte a fondo perduto e in parte attraverso linee di finanziamento agevolate.
Per il ceto medio
Al ceto medio si rivolgono, infine, gli interventi di “affordable housing”. Riguardano le famiglie escluse dall’edilizia sociale e pubblica, che però – soprattutto nelle grandi città – non riescono ad accedere al mercato libero o a pagare rate del mutuo corpose.
In questo caso, l’intervento – tramite un fondo immobiliare – dovrebbe raccogliere risorse di privati, ma con prezzi degli alloggi calmierati e soluzioni di acquisto come il “rent to buy”. In sostanza, si prende in affitto un immobile, si acquisisce il diritto di acquistarlo entro un certo termine e si detraggono dal prezzo finale i canoni già pagati negli anni.
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