Casa & energia: la classe G resta più la diffusa

Iniziano a crescere, però, gli acquisti di case in classe A

Iniziano a crescere, però, gli acquisti di case in classe A

Pubblicato il 19 April 2022

Gli edifici italiani, oltre ad essere “datati”, continuano a essere ancora molto carenti dal punto di vista energetico. Nonostante ciò, a causa del caro-bollette e del dibattito sulla diversificazione delle fonti energetiche, l’attenzione nei confronti di questo tema sta crescendo.

La permanenza tra le mura domestiche durante il lockdown avrebbe inoltre reso ancor più evidenti pregi e difetti della propria abitazione. Sarà forse anche per questo motivo, che nel valutare l’acquisto di un nuovo immobile, la classe energetica inizia a essere considerato criterio interessante, al pari della presenza o meno di un balcone o di un terrazzo.

Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha analizzato le compravendite realizzate attraverso le agenzie del gruppo in Italia, tra il 2019 e il 2021, è aumentata la percentuale di acquisti di immobili contraddistinti dalla classe energetica più elevata, la A: si passa infatti dal 3% del 2019 al 4,9% del 2021.

A frenare il decollo degli acquisti incide tuttavia un tasto dolente: le abitazioni in classe A hanno un prezzo leggermente superiore alla media. Dati gli elevati standard qualitativi offerti da immobili di questo tipo, occorre essere disposti ad affrontare una spesa maggiore o ad allungare la durata del mutuo prima casa.

Dalla B alla F scambi stabili mentre la classe G resta prevalente

Se dalla classe A si passa a quelle successive, dalla B alla F, caratterizzate da livelli via via più bassi di efficienza energetica, emerge come le compravendite mantengano valori costanti. Si registra invece una diminuzione della percentuale di compravendite di classe G: si passa dal 59,5% del 2019 al 57,5% del 2021. La classe G rimane comunque la classe energetica più scambiata in Italia, data l’elevata età media del patrimonio abitativo italiano.

Come interpretare questi dati? Come si legge in una nota dell’Ufficio Studi di Tecnocasa, “negli anni scorsi una maggiore sensibilità all’argomento era stata rilevata tra gli acquirenti di case vacanza che, utilizzando l’abitazione solo in alcuni periodi dell’anno, desideravano contenere i costi di gestione dell’abitazione”. Ma tornando alla situazione attuale, “in generale negli ultimi tempi si inizia a capire come un immobile in classe energetica elevata conservi valore nel tempo, anche in una futura ottica di rivendita”.

Per quanto riguarda invece le locazioni, le classi dalla A alla E evidenziano percentuali di affitto sostanzialmente stabili; cresce la percentuale di affitti in classe F che passa dal 13,9% del 2019 al 15,6% del 2021, mentre diminuisce la percentuale di locazioni in classe G che passa dal 59,1% al 58,2%. Anche sul mercato delle locazioni le tipologie più affittate appartengono alla classe energetica G.

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Il profilo dell'autore

Rosaria Barrile Rosaria Barrile, giornalista professionista nata a Milano e laureata in Scienze Politiche, ha iniziato nel 2004 ad occuparsi di prodotti e servizi bancari e assicurativi per conto di un periodico specializzato e da allora non ha mai smesso.

In passato ha collaborato, tra gli altri, con il settimanale Soldi, la testata on line Etica News e il portale dedicato alle donne alfemminile.com. Ha condotto i servizi esterni della trasmissione Salvadenaro, programma di educazione finanziaria andato in onda sul canale 7Gold. Collabora attualmente con le testate on line Lamiafinanza.it, Lamiafinanza-green.it, Lamiaprevidenza.it, Banca e Mercati, e i mensili Largo Consumo e Bluerating.

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