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Prima casa, stop alle procedure esecutive fino a fine anno

Prima casa, stop alle procedure esecutive fino a fine anno

10 novembre 2020

Ecco le novità previste dal decreto Ristori

Stop alle procedure esecutive immobiliari per la prima casa; termini bloccati fino al 31 dicembre 2020: il decreto Ristori (dl 137/20), ora all’esame del Senato per diventare legge definitiva, dà una mano in questo particolare momento alle persone in difficoltà con il credito e in stato di insolvenza per cui siano state avviate procedure, da parte del tribunale, esecutive (pignoramento e vendita all’asta dell’immobile). Ecco cosa succederà fino al 31 dicembre.

Il decreto Ristori

Con questo provvedimento il governo ha introdotto una serie di misure per rimborsi e indennizzi alle imprese che hanno subito chiusure e riduzioni di orario con le ultime misure di contenimento della epidemia Covid-19. In questo provvedimento all’articolo 7 è spuntato un po’ a sorpresa la disposizione che blocca le vendite all’asta delle prime case.

Non solo nell’articolo è stabilita l'inefficacia di ogni procedura esecutiva dello stesso tipo, effettuata dal 25 ottobre 2020, fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge (conversione che deve avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale e quindi fino a fine anno). Questa è la seconda sospensione. La prima era contenuta nel decreto Cura Italia (dl 18/20). La disposizione fissava la sospensione su tutto il territorio nazionale fino al 30 ottobre 2020 di ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare, che abbia ad oggetto l'abitazione principale del debitore.

Un salvagente fino al 2021

Le disposizioni appena approvate non sono però le sole per chi naviga in cattive acque e tenta di salvare la prima casa. Esiste una particolare forma di rinegoziazione del mutuo in favore del consumatore che non ha potuto pagare il mutuo e si trova ad essere soggetto di un pignoramento immobiliare. Lo prevede l’articolo 41-bis, del dl 124/19: la disciplina è da considerarsi in via eccezionale e non ripetibile e resta in vigore fino al 31 dicembre 2021. Si tratta di presentare un’istanza di rinegoziazione del mutuo se la propria abitazione principale è oggetto di un pignoramento tra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2019.

Tre condizioni per l’accesso alla procedura

La rinegoziazione straordinaria può essere richiesta se esistono tre condizioni in contemporanea:

  • Non ci devono essere altri creditori nella procedura di pignoramento oltre il creditore che procede;
  • Il debitore, proprietario dell’immobile, deve avere rimborsato il 10% del capitale del credito ipotecario finanziato al momento in cui si presenta l’istanza di rinegoziazione;
  • Il debito complessivo non deve superare la cifra di 250 mila euro.
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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Cristina Bartelli

    Calabrese, ma da tempo trapiantata a Milano, è giornalista professionista dal 2004. Lavora per ItaliaOggi scrivendo del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione. Modera convegni e tavole rotonde su temi come l’antiriciclaggio, la pianificazione fiscale e gli adempimenti con l’agenzia delle entrate.

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