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Mutuo: quando la banca si ritira

Cosa fare se la banca all'ultimo rifiuta il mutuo

23 novembre 2016

Una nostra lettrice ci ha sottoposto il caso in cui una banca, dopo aver deliberato un mutuo a suo favore, ha alla fine deciso di non erogarlo per sopravvenute difficoltà legate a nuove informazioni acquisite sulla ditta costruttrice da cui l’immobile avrebbe dovuto essere acquistato.

La domanda è legittima: può la banca fare una cosa del genere? Dopo aver aperto la pratica, dopo aver effettuato perizia ed istruttoria, dopo aver deliberato il finanziamento, può poi rifiutarsi di concederlo davvero? La questione è importante, soprattutto per i casi, come quello della nostra lettrice, in cui il mutuo sarebbe servito a pagare una casa dopo averne venduta un’altra, magari ai fini di poter godere delle agevolazioni “prima casa”. Il risultato, come ben si può capire, è che se la banca si rifiuta di concedere il mutuo, il cliente si trova senza la casa vecchia, e senza nemmeno quella nuova.

Innanzitutto il caso specifico va capito: se la banca avesse chiesto esplicitamente di vendere la casa precedentemente posseduta come condizione per poter erogare il mutuo, forse potrebbe configurarsi un torto da parte della banca, che sarebbe in qualche modo responsabile del danno subito dalla nostra lettrice. Altrimenti, la vendita della casa vecchia si può supporre volontaria. In quel caso, il torto cade sulla società costruttrice, nel caso abbia nascosto informazioni preziose per l’erogazione del mutuo. In ogni caso il consulto di un avvocato è d’obbligo.

Per venire invece al caso generale, ovvero al comprendere come possa una banca rifiutare di erogare il mutuo dopo averlo deliberato, bisogna capire qualcosa delle procedure bancarie. Durante la fase di istruttoria del mutuo, la banca deve rendersi conto con la maggior attendibilità possibile del tipo di rischio che si assume finanziando una certa persona. Quindi produrrà una serie di analisi su documenti e informazioni che attestino l’affidabilità nei pagamenti del mutuatario, del garante, dei loro redditi, e, naturalmente, dei venditori dell’immobile. In caso questi ultimi siano delle società, la banca deve verificare la loro solidità, la loro probabilità di fallimento. Certo, c’è da sperare che lo facciano prima della delibera, e non dopo, come nel caso della nostra lettrice. Se in uno solo di questi aspetti ci fosse una macchia (ritardati pagamenti, crisi aziendali ecc), la probabilità che il mutuo sia rifiutato sale molto.

Nel caso si giunga ad un risultato positivo dell’istruttoria, avviene la delibera del mutuo, ovvero l’impegno formale della banca ad erogare la somma richiesta nei tempi e nei modi concordati. Quello che bisogna sapere, però, è che dalla delibera all’effettiva erogazione del mutuo possono passare anche fino a 30 giorni, e che in ogni caso la delibera ha una sua scadenza, di solito 3 o 6 mesi. Periodo durante il quale va verificata la conformità della delibera finanziaria (quindi l’impegno della banca) con la perizia dell’immobile, dalla quale dovrà risultare la conformità dell’immobile oggetto del mutuo e, nel caso, della sua società costruttrice. Se in questo periodo dovesse risultare qualcosa che la banca non ha considerato prima, e che impedisce l’erogazione del finanziamento, questo può essere bloccato, e il cliente non può farci nulla. Soltanto aspettare di consultare un’altra banca, o trovare un altro immobile, per intentare un’altra domanda di mutuo.

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Commenti

  • Dopo perizia e mutuo deliberato ho perso il posto di lavoro; posso rinunciare a tutto?
    scritto da Regina Pellizzon il 03/05/2019
  • Gentile Regina, in linea generale la rinuncia è possibile, ma è molto probabile che la banca le chiederà di pagare una serie di spese (istruttoria, perizia, etc…). Per poter fornire una risposta precisa bisognerebbe analizzare il singolo caso e il grado di avanzamento della pratica. Le consiglio di verificare le condizioni presenti nel contratto di finanziamento e/o nel foglio informativo, che solitamente contemplano e definiscono l’eventualità di rinuncia da parte del mutuatario.
    scritto da Valerio Stroppa il 06/05/2019
  • Salve, avendo già una ipoteca per precedente mutuo quasi terminato, ho chiesto alla banca se era possibile fare un mutuo con ipoteca di secondo grado. Dopo aver visionato tutti i documenti, fatto perizia ecc., mi hanno detto che si poteva fare; dopo 5 mesi mi chiamano dicendomi che il mutuo era stato deliberato, mi hanno dato il numero del notaio per mettermi d'accordo, mi hanno chiesto dei documenti da portare dal notaio e io così ho fatto. La mattina dopo mi richiama la banca dicendomi che per andare avanti con il mutuo devo prima togliere l'ipoteca che c'è e si sa che l'unico modo è pagare il debito residuo, soldi che io non ho, altrimenti non avrei chiesto un mutuo a loro. Che devo fare? Grazie.
    scritto da Nicolino il 20/06/2020
  • Caro Nicolino, la situazione prospettata è abbastanza delicata. Se lei si ritrova email, documenti che testimonino gli accordi intercorsi con la banca può chiederne conto anche eventualmente consigliandosi con un legale per una eventuale richiesta risarcitoria. Ma se tutto è stato discusso e deciso attraverso valutazioni non scritte c’è sempre il tema delicato che la concessione di un mutuo è scelta ampiamente discrezionale della banca che può deliberare in massima libertà, e nel suo caso soprattutto per una ipoteca di secondo grado.
    scritto da Cristina Bartelli il 06/07/2020
  • Quando abbiamo fatto la richiesta del mutuo mia moglie era incinta ma non lo abbiamo detto. Ora dopo la delibera della banca dovremo aprire il conto corrente. Se la banca vede che la moglie è incinta si può ritirare??? Grazie
    scritto da Alex il 17/08/2020
  • Tra le cause ostative che portano a negare la concessione di un mutuo non mi risulta che ci sia la gravidanza. Solitamente sono cause economiche, finanziarie del profilo creditizio del richiedente o instabilità lavorativa.
    scritto da Cristina Bartelli il 04/09/2020
  • Il mio attuale marito ha richiesto il mutuo presentando uno stato civile da celibe. Poco prima dell'approvazione del mutuo ci siamo sposati e quindi al notaio presenterà uno stato civile diverso da quello presentato per la richiesta del mutuo; rischiamo di non avere più il mutuo? Grazie.
    scritto da Federica Turturici il 31/10/2020
  • Cara Federica, non credo sia un elemento addirittura invalidante per la richiesta di mutuo, comunicate la modifica. Alla banca interessa anche la capacità reddituale di chi richiede il mutuo, se tu lavori, il tuo stipendio rappresenterebbe un’ulteriore entrata che va a rafforzare il vostro reddito e patrimonio.
    scritto da Cristina Bartelli il 11/11/2020
  • Salve, ho fatto una domanda di mutuo insieme a mia moglie. È passata la perizia e dopo mi hanno chiesto di nuovo le buste page di mia moglie; sull'ultima busta paga risulta licenziata anche se aveva un contratto indeterminato. Io lavoro ancora con un contratto indeterminato. Mi chiedo se bloccano la pratica oppure no perché la Banca non ha ancora detto niente. Grazie.
    scritto da Jamal il 07/01/2021
  • Salve a tutti, abbiamo una situazione particolare: uno dei comproprietari è mancato, adesso dobbiamo aspettare la successione dei figli? Quanto tempo ci vuole? La banca ci aspetterà e non scadrà la delibera? Grazie.
    scritto da Miki il 10/01/2021
  • Caro Jamal, la banca terrà conto dell’evoluzione reddituale e patrimoniale che avete presentato in cui la busta paga di sua moglie è un elemento ma non l’unico. In base all’importo richiesto e alle vostre entrate farà un prospetto; magari potrebbe modificare degli importi o modificare la propria decisione, in questi ambiti c’è un forte potere discrezionale da parte degli istituti di credito.
    scritto da Cristina Bartelli il 19/01/2021
  • Caro Miki, dovreste comunicare alla banca l’intenzione dei figli di subentrare o meno nel contratto di mutuo: è possibile che di fronte a un evento del genere, se non è prevista una formula assicurativa, la banca possa revocare la propria decisione o al contrario decida di continuare con nuovi intestatari.
    scritto da Cristina Bartelli il 19/01/2021

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Il profilo dell'autore

Mutuando di Floriana Liuni

Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.

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