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Mutui per stranieri

Mutui richiesti in Italia da cittadini stranieri

7 ottobre 2011

Limpidi, cristallini i requisiti che tutte le banche impongono, con più o meno margine di rigidità, per accendere un mutuo: oltre alle immancabili capacità finanziarie e creditizie, gli aspiranti mutuatari devono anche avere un’età minima di 18 anni, rimanere ben alla larga dagli 80 anni alla scadenza del finanziamento ed essere cittadini italiani o, comunque, risiedere nel Belpaese da almeno un paio d’anni.

Un punto quest’ultimo ben chiaro e noto a tutti gli stranieri presenti in Italia che hanno deciso di investire nel mattone. E basta leggere i dati pubblicati da Mutui.it per scoprire che si tratta di un esercito: l’11,04% delle richieste di prestito per l’acquisto della casa arrivate sul sito del broker on line parla, infatti, straniero.

In particolare, negli ultimi mesi il maggior numero di domande è arrivato da cittadini romeni, la comunità straniera più grande d’Italia, soprattutto dopo l’ingresso della Romania nell’Unione europea. Si tratta addirittura di un terzo totale delle richieste (il 32,48%). Seguono gli albanesi (5,73%), i moldavi e i marocchini (entrambi al 3,63%).

Un boom di preventivi per ottenere un finanziamento dalle banche italiane facilmente spiegabile: la progressiva integrazione della comunità straniera lungo lo Stivale passa anche attraverso l’investimento immobiliare.

Ed anche in questo caso ci aiutano i numeri. Secondo l’Ismu (la fondazione per le iniziative e gli studi sulla multietnicità), tra il 1° luglio 2005 e il 1° gennaio 2009 la quota di case di proprietà tra gli immigrati è aumentata del 6%, passando in quattro anni dall’11% al 17%.

Sembrerebbe così che la passione tutta italica per il mattone abbia contagiato anche coloro i quali hanno deciso di stabilirsi definitivamente nel Belpaese. D’altro canto cosa c’è di più sicuro che mettere radici acquistando casa?

Una tendenza che è anche riuscita ad invertire la rotta partita nel 2007 quando, a causa della crisi dei mutui subprime, si è verificato un comportamento più rigido delle banche nell’erogare finanziamenti, soprattutto se si trattava di immigrati. Ma oggi la stabilizzazione economica e lavorativa degli stranieri (basti pensare alla comunità romena con gli uomini nel settore edile e le donne nell’assistenza domiciliare) favorisce sicuramente una maggiore inclusione nel sistema bancario. È, infatti, in aumento un’offerta specializzata con agenzie ad hoc che distribuiscono brochure tradotte in varie lingue o che ricorrono a mediatori culturali.

Fatto sta che gli sportelli delle banche sembrano più disponibili a concedere un mutuo. Ovviamente imponendo tutti i requisiti che normalmente vengono richiesti anche agli italiani. Anche perché se la documentazione è la stessa, ciò che invece potrebbe cambiare sono i tempi di accettazione della domanda di mutuo, così come lamentano i blog delle comunità straniere. Quando si tratta di richiedere un finanziamento per gli immigrati, infatti, le procedure di accesso al credito sono più rigide con le pratiche per il rilascio che possono durare diversi mesi, allungando sensibilmente i tempi di acquisto.

Si tratta comunque di eccezioni, perché generalmente dopo aver scelto la casa dei loro sogni, o almeno quella che soddisfa soprattutto le esigenze del proprio portafogli, gli immigrati che decidono di entrare in banca e richiedere un prestito dovranno produrre una serie di documenti standard. Così, oltre a tutta la certificazione creditizia e legale necessaria, a garanzia dell’attività svolta sia se autonoma che da lavoro dipendente, verrà richiesta prova che i redditi siano regolarmente dichiarati (dichiarazione fiscale e buste paga). In più va allegata la copia del permesso di soggiorno in corso di validità e rilasciato dall’autorità competente.

Alcune banche, invece, oltre alla residenza da 2/3 anni in Italia esigono anche un eventuale ricongiungimento familiare. Avere con sé la famiglia, infatti, rappresenta una sorta di garanzia per l’istituto che considera l’aspirante mutuatario stabile e quindi regolare poi nel pagamento delle rate che non devono essere maggiori di un terzo dello stipendio.

E proprio in tema di soldi Mutui.it spiega che gli immigrati acquistano di solito appartamenti di taglio più piccolo visto che richiedono in media 132.000 euro, pari all’80% del valore dell’immobile da acquistare. Di un soffio il tasso variabile (54%) è preferito sul fisso e la durata del mutuo è di 25 anni.

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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Patrizia De Rubertis

    Romana, laureata in Scienze Politiche, giornalista professionista, si occupa da molti anni di questioni legate all’economia e alla finanza. Ha lavorato, fra gli altri, per Skytg24, MiaEconomia, Rai3. Dal 2010 è una delle inviate per il programma economico de La7 Effetto Domino.

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