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Cosa si può detrarre dai costi del mutuo

Dichiarazione dei redditi: le detrazioni mutuo

4 gennaio 2019

Ecco le detrazioni sul mutuo per il 2019

Chi ha sottoscritto un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale potrà continuare a detrarre gli interessi dalle tasse anche nel 2019? La risposta è affermativa. La manovra di bilancio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 dicembre (legge n. 145/2018) non ha infatti modificato l’agevolazione fiscale prevista dall’articolo 15 del Testo Unico delle imposte sui redditi. Dopo aver messo in allarme famiglie e imprese, le voci circolate inizialmente su possibili tagli alle detrazioni per finanziarie misure quali la flat tax e il reddito di cittadinanza sono state accantonate dal governo.

Pertanto anche nel 2019 le persone fisiche titolari di un mutuo per abitazione principale potranno scontare il 19% degli interessi corrisposti alla banca nella dichiarazione dei redditi. Il beneficio può essere calcolato su un tetto massimo di 4.000 euro, pertanto l’Irpef che si va a risparmiare può arrivare a 760 euro annui.

Si ricorda che per poter fruire del vantaggio fiscale è necessario che il mutuatario sia anche titolare, in tutto o in parte, dell’immobile acquistato. Ai sensi della legge per “abitazione principale” si intende la casa nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Ciò significa che la detrazione è spettante anche a chi acquista con mutuo una casa adibita ad abitazione principale di un familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado).

Alla buona notizia della conferma della detrazione sugli interessi, che vale anche in caso di mutui per ristrutturazione (in questo caso il tetto è però di 2.582,28 euro annui), si aggiunge poi la proroga delle detrazioni per interventi sulla casa nella misura “potenziata” vigente nel 2018.

Come anticipato in questo articolo, il governo ha infatti rinnovato fino al 31 dicembre 2019 gli sconti fiscali per la ristrutturazione (50%, fino a un tetto di spesa di 96 mila euro), per il risparmio energetico (65%), per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile ristrutturato (50%, fino a un tetto di 10 mila euro) e per la sistemazione e il rifacimento di giardini e aree verdi (36%, fino a un massimo di 5.000 euro).

Si tratta di misure cumulabili con la detrazione sugli interessi passivi e che pertanto devono essere attentamente valutate da chi ha intenzione di procedere a un rinnovamento della propria abitazione nel corso dell’anno.

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Commenti

  • Sì, ma c'è sempre un ma. Se sei un professionista ed opti per il nuovo forfettino non puoi più detrarre nulla neanche le somme relative a mutui e/o ristrutturazioni già in essere. È corretto?
    scritto da Mario Barchetti il 08/01/2019
  • Gentile Mario, è corretto quanto lei dice, se il contribuente non ha altri redditi imponibili a Irpef (per esempio redditi da lavoro dipendente o pensione, redditi da immobili non assoggettati a cedolare secca, etc.). Il professionista che, avendo come unica fonte di reddito la propria attività, aderisce al nuovo regime forfetario, come modificato dalla legge n. 145/2018, perde di fatto la detrazione degli interessi sui mutui e delle spese per ristrutturazione edilizia già in essere.
    scritto da Valerio Stroppa il 14/01/2019
  • Salve, la realizzazione di un ascensore in casa per consentire alla madre inferma di salire al piano superiore è detraibile? Il costo è di circa € 7.000. Posso chiedere un prestito alla banca?
    scritto da giuseppe il 17/01/2019
  • Gentile Giuseppe, le confermo che l’installazione di ascensori rientra tra i lavori di manutenzione straordinaria degli immobili che possono fruire della detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute. Per quanto riguarda la seconda domanda, potrà certamente chiedere un prestito a una banca o a una finanziaria, la quale valuterà poi la richiesta secondo le ordinarie procedure.
    scritto da Valerio Stroppa il 21/01/2019

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Il profilo dell'autore

Mutuando di Valerio Stroppa

Marchigiano di nascita, vive e lavora a Milano dal 2006. Giornalista professionista, scrive di diritto, fisco (nazionale e internazionale), e giustizia tributaria per ItaliaOggi. In passato ha collaborato con numerose testate tra cui MF/MilanoFinanza, ClassCnbc, Reteconomy, MySolution Post, Press. È anche moderatore di convegni e tavole rotonde su tematiche relative alle professioni di avvocato e commercialista.