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Quali sono gli obblighi del garante di mutuo

Cosa comporta essere garante di mutuo

21 maggio 2019

Fino a che cifra vale la garanzia del garante?

Tutti sanno che il garante di un mutuo può essere chiamato a rispondere in caso di insolvenza del mutuatario. Ma per quali somme? E cosa accade se il garante non ha a disposizione il denaro necessario per fare fronte al debito residuo? La fidejussione personale prestata alla banca a favore del terzo presuppone, ai sensi degli articoli 1936 e seguenti del codice civile, che il soggetto si faccia garante verso l’istituto di credito dell’adempimento dell’obbligazione contrattuale, nel senso più ampio del termine. Ciò significa che se il debitore non versa quanto dovuto in base all’atto di mutuo, dovrà essere il garante a farsi carico del pagamento. La somma dovuta non si limita alla quota capitale e a relativi interessi previsti dal piano di ammortamento. La fidejussione copre anche gli interessi moratori per i ritardi nei pagamenti, le spese sostenute dalla banca per solleciti e intimazioni di pagamento a carico del mutuatario, eventuali imposte, fino a ricomprendere in taluni casi il possibile risarcimento danni.

Ai sensi di legge, il garante è tenuto a versare le somme pretese dalla banca dietro semplice richiesta dell’istituto, da effettuarsi tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento. La notifica deve avvenire presso il domicilio eletto dal fideiussore al momento della stipula dell’atto. Ciò significa che l’intera somma può essere richiesta dalla banca per intero, in un’unica soluzione, fino al massimale stabilito nel contratto stesso. La richiesta riporta di regola anche un numero massimo di giorni entro il quale effettuare il versamento dell’importo (dopodiché scattano a loro volta ulteriori interessi e more).

Se il garante non dispone dei fondi necessari per effettuare il pagamento, innanzi tutto può negoziare con la banca creditrice modalità e termini che rispondano agli interessi di entrambe le parti. Per esempio un pagamento dilazionato, oppure un ulteriore finanziamento, adeguatamente coperto da garanzie. Viceversa, la banca creditrice potrà agire sul patrimonio del garante, sia questo mobiliare e/o immobiliare: il creditore potrà richiedere tra l’altro il pignoramento dei conti correnti, oppure del quinto dello stipendio o pensione. Il versamento del debito residuo per conto del debitore garantito non comporta per il garante né diritti sull’abitazione, né la possibilità di detrarre gli interessi del mutuo.

Quello che invece il fideiussore potrà fare, una volta saldato il conto con la banca, è esercitare la cosiddetta azione di regresso verso il debitore principale. In pratica, il garante potrà attivarsi, anche in sede giudiziale, per farsi restituire dal mutuatario quanto pagato al creditore, applicando pure gli interessi legali su tali somme. Tuttavia, nella pratica questa soluzione si rivela spesso infruttuosa, in quanto se il debitore non aveva le risorse necessarie per pagare il mutuo, probabilmente non disporrà di fondi sufficienti neppure per risarcire il garante.

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    Mutuando di Valerio Stroppa

    Marchigiano di nascita, vive e lavora a Milano dal 2006. Giornalista professionista, scrive di diritto, fisco (nazionale e internazionale), e giustizia tributaria per ItaliaOggi. In passato ha collaborato con numerose testate tra cui MF/MilanoFinanza, ClassCnbc, Reteconomy, MySolution Post, Press. È anche moderatore di convegni e tavole rotonde su tematiche relative alle professioni di avvocato e commercialista.