Case green, obbligati a ristrutturare

Entro il 2030 gli immobili residenziali in Europa dovranno avere una patente energetica almeno nella categoria F e entro il 2033 almeno nella categoria D. Per ottenere questa certificazione dovrà essere assicurato un taglio nei consumi energetici di circa il 25%, quindi interventi come il cappotto termico, la sostituzione degli infissi, l’installazione di nuove caldaie a condensazione e di pannelli solari. L’obiettivo finale è raggiungere le zero emissioni entro il 2050.  

Attualmente gli edifici hanno il loro patentino green con le lettere dell’alfabeto in corrispondenza del loro livello energetico. Si tratta dunque di modifiche alle regole in corso nell’ottica di un maggiore risparmio energetico.

Il caso italiano

Per l’Italia tutto questo si traduce, secondo delle proiezioni diffuse da Bruxelles, di un impatto della direttiva sul patrimonio immobiliare in un intervento che riguarderà il 15% degli edifici da ristrutturare entro il 2033, un numero tra i 3,1 e i 3,7 milioni di immobili. Ma la priorità sono gli edifici più energivori.

La proposta di direttiva prevede un nuovo sistema di certificazione energetica degli edifici chiuso, dalla classe A alla classe G, che tuttavia si discosta dall'attuale sistema in vigore. Ed è all'interno di questa novità che la stima delle ristrutturazioni richieste dalla commissione europea non può essere calcolato attraverso la attuale classificazione degli edifici.

In particolare, la commissione, secondo i dati riportati da ItaliaOggi, stima che del totale patrimonio immobiliare abitativo residenziale, 12,2 milioni di edifici in Italia, solo il 15% cadrà all'interno della categoria più inquinante e per cui sarà richiesto di passare alla categoria F entro il 2027 e al 2033 nella classe D.

Nella versione originaria della direttiva era previsto, per chi non si fosse adeguato, limitazioni alla possibilità di vendere o affittare casa. Grazie al pressing degli stati e dei gruppi di interessi questa sanzione è stata eliminata lasciando agli stati membri la possibilità di modulare le sanzioni. Non tutti gli edifici sarebbero interessati.

Sono previste delle esenzioni ad esempio per le case vacanza, per gli immobili riconosciuti di interesse storico, le chiese e gli altri edifici di culto, nonché le abitazioni indipendenti con una superficie inferiore ai 50 metri quadrati.

I prossimi passi

L’impegno della presidenza del semestre europeo della Svezia sulla direttiva è quello di raggiungere il via libera entro primavera ma il percorso si prevede in salita. Sono stati presentati oltre 1.500 emendamenti e ci sono molte obiezioni, il primo banco di prova sarà il prossimo 9 febbraio con il primo voto.

Confedilizia ha sottolineato che se la proposta di direttiva non dovesse essere modificata nella parte relativa alle tempistiche e alle classi energetiche, dovranno essere ristrutturati in pochi anni milioni di edifici residenziali. L’Ance valuta che dei 12 milioni di immobili presenti in Italia, oltre 9 milioni risultano particolarmente inquinanti e non sono in grado di garantire le performance energetiche richieste.

Il ministro per gli affari europei Raffaele Fitto ha rassicurato in Parlamento che l’esecutivo lavorerà affinché il testo definitivo tenga conto della peculiarità del patrimonio immobiliare italiano e si stanno studiando incentivi per le ristrutturazioni.

24 January 2023 di

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