Mondo mutui

9 dicembre 2014

Mutuando - Calano i tassi, ma mutui al palo

Mutui ancora fermi nonostante il calo dei tassi

Tassi di interesse in costante calo per i mutui casa, ma i prestiti bancari finalizzati all’acquisto dell’abitazione stentano comunque a crescere. È contraddittorio il quadro dipinto dai dati diffusi da Banca d’Italia relativi al mese di ottobre, dai quali risulta che i prestiti di durata oltre i 5 anni hanno raggiunto i 357,943 miliardi di euro (poco meno degli oltre 361 miliardi dell’ottobre 2013), mentre per i prestiti fino a cinque anni la cifra è rimasta ferma sugli 1,146 miliardi, e per i prestiti fino ad un anno l’ago della bilancia non si è mosso dai 50 milioni.

Il tutto sembra quindi confermare che, sebbene la domanda di mutui risulti essere sostenuta, in realtà questa sia diretta più che altro a rinegoziare mutui già esistenti, ma non ad accenderne di nuovi.

I tassi d’interesse, nel contempo, calano rapidamente sulla scorta di quanto avviene all’ombra dell’Eurotower di Francoforte, dove la Bce ha deciso tagli drastici al costo del denaro. Secondo quanto risulta alla Banca d’Italia, da gennaio ad ottobre 2014 i tassi per i prestiti alle famiglie sono passati dal 4,04 al 3,91%, in particolare sono calati dal 3,04 al 2,92% i costi dei finanziamenti legati all’acquisto di abitazioni.

Ma se il taglio dei tassi dovrebbe facilitare il mercato dei mutui, il lato negativo è quello di riflettersi, purtroppo, anche sui conti deposito, che ormai riconoscono ben poca rivalutazione ai risparmi custoditi in banca: se lo scorso gennaio il tasso lordo per i depositi ammontava in media all’1,75, ad ottobre si è scesi all’1,25. Con l’effetto di falciare ancor di più la liquidità in possesso dei risparmiatori, i quali a questo punto, se vorranno comprare casa, avranno molta più difficoltà, potendo offrire meno garanzie alle banche e potendosi permettere solo prestiti a lunghissimo termine. Che in effetti restano i più scelti, anche se per importi sempre inferiori.

Eppure di recente l’agenzia di rating Fitch ha guardato con occhio benevolo al mercato dei mutui italiani. Non che di solito ci si curi gran che di questo tipo di responsi; ma quando si tratta di seminare ottimismo anche questi pareri acquistano un significato. Di recente, quindi, Fitch Ratings ha sostenuto che il mercato dei mutui del Belpaese sia stato in grado di resistere alla recessione dell’economia tricolore proprio grazie alla “prudente politica di erogazione dei prestiti” (ovvero al fatto che le erogazioni siano sempre ben inferiori alla domanda) che si è accompagnata al calo dei tassi di interesse. Ciò ha portato ad un tasso di morosità basso e stabile, fermo intorno all’1,3%.

Contemporaneamente, secondo l’istituto americano, il mercato immobiliare italiano, che vede un calo dei prezzi che ancora non conosce sosta, dovrebbe prossimamente frenare la sua caduta. Se a settembre 2014, infatti, i prezzi degli immobili hanno conosciuto una variazione negativa dell’1,2% rispetto all’anno precedente (mentre dal 2008 il crollo è stato di quasi il 16%), dal 2016 la parabola discendente dovrebbe arrestarsi. Per allora, i prezzi saranno il 20% inferiori rispetto ad otto anni prima, fornendo, secondo Fitch, molte occasioni di acquisto che dovrebbero far ripartire il mercato.

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    Mutuando di Floriana Liuni

    Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.