Abi, governo e mutui

Nuovi dati ottimistici piovono sul mercato degli immobili e dei mutui casa. Nel 2014, secondo i dati Istat, si sarebbe registrata la prima crescita nelle compravendite immobiliari dopo sette anni di calo, con un +1,6% rispetto al 2013. Il dato interessa tutta Italia a parte le isole, che hanno invece visto una diminuzione negli acquisti di case dell’1%. +4,9% annuo è invece il dato sulle compravendite nel primo trimestre 2014; negli stessi mesi i mutui sono aumentati del 13%. Sempre secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, sarebbe del 9,2% annuo l’aumento di mutui, finanziamenti e obbligazioni ipotecarie, titoli che stanno a testimoniare un crescente interesse per un mercato immobiliare che mai come ora presenta prezzi interessanti per chi voglia acquistare. In questo caso, il calcolo Istat evidenzia un aumento sostanziale al sud e nelle isole, rispettivamente del 13,6 e dell’11,2%, che, significativamente, esclude rinegoziazioni e surroghe, che in qualche modo “falsavano” la percezione della ripresa del mercato.

Questi dati confermano l’ultimo rapporto Abi sui mutui alle famiglie. Secondo l’Associazione, che considera un campione di 78 banche italiane, nel trimestre gennaio-marzo 2015 sono stati erogati 7,8 miliardi di nuovi mutui, in aumento di oltre il 50% rispetto ai 5,2 miliardi dello stesso periodo del 2014.

Naturalmente, dato l’andamento molto favorevole del tasso Euribor, sono i mutui a tasso variabile a farla da padrone, rappresentando quasi il 67% del totale, ma anche i mutui a tasso fisso hanno conosciuto un incremento, arrivando a marzo a rappresentare il 35% del totale contro il 18% dell’anno precedente.

Si tratta, comunque, di numeri che ancora non vanno a compensare il buco lasciato dalla crisi; il Codacons fa infatti notare che negli ultimi 7 anni il calo nel valore dei mutui erogati è stato di 45 miliardi, ancora da recuperare. L’Unione Nazionale Consumatori commenta invece che i dati Abi mal si accordano con quelli già pubblicati in precedenzada Bankitalia, che hanno visto prestiti alle famiglie in calo a febbraio dello 0,4% annuo e dello 0,5% mensile. Nonché una diminuzione dei prestiti al settore privato in contrazione annua del 2% e mensile dell’1,8%.

La strada verso il superamento della crisi è insomma ancora lunga, ma il governo già pensa a nuove misure per sostenere la ripresa del settore (ovviamente, risorse erariali permettendo). L’annuncio dato dal Premier Renzi davanti ai banchieri italiani riuniti presso la sede di Borsa Italiana è stato quello di imminenti provvedimenti a soccorso dei mutui in sofferenza, con una riforma della normativa sul sistema bancario italiano.

Per gli enti locali intanto è già pronto un piano che dovrebbe stimolare l’erogazione di prestiti per la realizzazione di opere pubbliche. Si tratta di un programma di concessione di mutui a tasso zero per il progetto “1000 cantieri per lo sport”, che prevede appunto tassi agevolati per quei Comuni, Regioni e Province autonome che, tramite associazioni sportive ed altri enti, facessero richiesta di finanziamenti per realizzare impianti sportivi, per bonificare le aree dall’amianto o per abbattere barriere architettoniche. In particolare gli enti locali potranno chiedere fino a 150 mila euro per 15 anni, mentre altri enti potranno rimborsare il prestito in 10 anni. Fin qui l’annuncio; si vedrà poi se la misura verrà attuata, e quali saranno i suoi effetti sulla ripresa economica del nostro Paese.

8 maggio 2015 di

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