Dopo la pandemia gli affitti tornano a correre

Tornano a crescere i contratti stipulati da studenti

Tornano a crescere i contratti stipulati da studenti

Pubblicato il 12 July 2022

Comprare casa o andare in affitto? Una scelta spesso difficile e che implica costi diversi. Se da un lato chi intende acquistare un immobile può infatti avere la necessità di accedere a un mutuo prima casa per sostenerne il costo, dall’altro chi sceglie di andare in locazione deve conoscere bene il mercato della propria città e i canoni di riferimento. L’ultima indagine condotta dall’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa permette di avere a questo proposito le idee più chiare.

In crescita i canoni di locazione

Secondo la rilevazione effettuata dalla rete di intermediazione immobiliare, nel 2021 i canoni di locazione sono cresciuti del 3,4% sui monolocali, del 3,5% sui bilocali e del 2,8% sui trilocali. Dopo un 2020 caratterizzato da valori in calo in seguito all’emergenza sanitaria, allo smart working ed alla didattica a distanza, il 2021 registra un ritorno ai livelli pre-covid a partire dal 2015.

L’analisi dei contratti di locazione stipulati attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa nel corso dello scorso anno, evidenzia un 69,1% di affitti conclusi per scelta abitativa, un 23% di contratti stipulati da lavoratori in trasferta e un 7,9% di affitti legati agli studenti universitari.

Rispetto al 2020 si evidenzia un aumento della percentuale di contratti stipulati a studenti universitari che, dopo le difficoltà legate alla pandemia, sono tornati ad affittare con percentuali superiori anche a quelle che si registravano nel 2019 (7,9% nel 2021, 4,5% nel 2020 e 6,3% nel 2019).

Dinamica differente per quanto riguarda i lavoratori in trasferta: in questo caso infatti non si è ancora tornati ai valori che si registravano pre-pandemia (25,8%), ma si rimane a livelli più bassi, già registrati a partire dal 2020 (intorno al 23,0%). Questo significa che lo smart-working ha determinato un cambiamento persistente sul mercato delle locazioni, abbassando la quota di persone che cerca abitazioni in affitto per motivi di lavoro, anche dopo la fine delle restrizioni legate al Covid.

L'andamento nelle città italiane

Tra le metropoli, le città in cui è più alta la percentuale di chi affitta per motivi di lavoro sono Bologna (55,3%), Milano (37,3%), Firenze (36,5%) e Verona (35,3%). Per quanto riguarda l’affitto a studenti universitari le città più attive sono Milano (23,6%), Torino (23,4%), Bologna (19,1%) e Firenze (17,1%).

A Milano le dinamiche degli affitti sono speculari a quelle già viste a livello nazionale: rispetto al 2020 si registra un ritorno degli studenti universitari, con percentuali anche superiori a quelle registrate nel 2019, mentre per quanto riguarda i lavoratori in trasferta la quota si è abbassata a partire dal 2020 e anche nel 2021 si evidenziano valori inferiori a quelli che si registravano pre-pandemia (si passa dal 43,2% del 2019 al 37,3% del 2021). Stesso discorso vale per Roma: anche nella Capitale c’è stato un ritorno degli studenti, mentre la quota di lavoratori in trasferta rimane al di sotto delle percentuali che si registravano prima della pandemia (si passa dal 24,6% del 2019 al 22,5% del 2021).

La tipologia di contratti

I dati sui contratti stipulati nel 2021 vedono una contrazione dei contratti a canone libero (passati dal 51,9% del 2019 al 45,1% del 2021) ed un aumento della percentuale di contratti a carattere transitorio (da 18,4% a 24,4%). Questo risultato evidenzia una delle conseguenze della pandemia e cioè l’aumento del ricorso a contratti più brevi: tutti coloro che avevano acquistato una casa da destinare all’affitto turistico e che hanno deciso di collocarla sul settore residenziale, hanno optato per la formula del contratto transitorio per non vincolare l’immobile per troppo tempo e riaverlo a disposizione per ritornare agilmente allo short-rent. Rimane invece costante la percentuale di stipule di contratti a canone concordato che si attesta intorno al 30% del totale.

L’analisi delle grandi città mostra come a Milano ci sia una netta prevalenza del contratto a canone libero (69,5%), mentre a Roma è il contratto a canone concordato ad essere più utilizzato (65,8%). Alti tassi di contratti a canone concordato anche a Verona e a Genova, in quest’ultima si arriva all’82,8%. Le città con le percentuali più alte di contratti a carattere transitorio sono Firenze (29,8%), Milano (29,7%) e Torino (26,7%).

In Italia la tipologia più affitta è il bilocale con il 39,2% delle scelte, seguita dal trilocale con il 32,1%. Anche nel 2020 e nel 2019 bilocali e trilocali sono state le tipologie più affittate a livello nazionale.

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Il profilo dell'autore

Rosaria Barrile Rosaria Barrile, giornalista professionista nata a Milano e laureata in Scienze Politiche, ha iniziato nel 2004 ad occuparsi di prodotti e servizi bancari e assicurativi per conto di un periodico specializzato e da allora non ha mai smesso.

In passato ha collaborato, tra gli altri, con il settimanale Soldi, la testata on line Etica News e il portale dedicato alle donne alfemminile.com. Ha condotto i servizi esterni della trasmissione Salvadenaro, programma di educazione finanziaria andato in onda sul canale 7Gold. Collabora attualmente con le testate on line Lamiafinanza.it, Lamiafinanza-green.it, Lamiaprevidenza.it, Banca e Mercati, e i mensili Largo Consumo e Bluerating.

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