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Tassi giù, domanda in aumento

Mutui, tassi di interesse ancora in discesa. Aumenta la domanda.

17 luglio 2015

Le preoccupazioni sul destino della Grecia non sembrano aver scalfito la discesa dei tassi di interesse così come presumibilmente, la crescita della domanda di mutui, in particolare quelli a tasso variabile. Il tasso Euribor a tre mesi – quello in base al quale si determinano i tassi variabili dei mutui – è infatti stabilmente in territorio negativo dallo scorso aprile, e, almeno secondo gli esperti di Barclays, non dovrebbe smettere di sprofondare nemmeno nei prossimi mesi. Gli analisti prevedono un -0,05% entro la fine dell’anno. Anche il tasso ad un mese ha ormai superato la soglia del -0,07%

Una notizia che non potrà che far piacere a chi ha già in essere un mutuo a tasso variabile, poiché – al netto dello spread bancario che potrebbe aumentare proprio per effetto della crisi greca – può tradursi in sconti sulle rate da rimborsare. Sconti tanto più consistenti quanto più gli importi presi in prestito sono importanti.

Chi invece deve ancora stipulare il proprio contratto di mutuo potrebbe non vedere gli stessi vantaggi, perché le banche si sono ormai tutelate contro eccessivi ribassi dei tassi di interesse, fissando in diversi casi dei “floor” al di sotto dei quali il tasso non può scendere (tendenzialmente tali tassi soglia coincidono con lo stesso spread).

Intanto la domanda di mutui, secondo il Barometro CRIF, si è confermata in crescita anche nel mese di giugno, quando ha segnato un +81,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre il dato semestrale ha fatto segnare un +58,7% rispetto alla prima metà del 2014. Effetto del calo dei tassi, della discesa dei prezzi immobiliari, dell’aumentata fiducia degli italiani. Tuttavia va segnalato che gli importi richiesti sono in calo: 123.150 euro nel primo semestre 2015 contro i 124.670 dello stesso periodo del 2014 (e contro i 140 mila euro del giugno 2010).

In aumento, secondo il Rapporto Mensile Abi, anche i prestiti per l’acquisto di immobili nei primi cinque mesi del 2015, con un incremento annuo del +64,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda i dati di giugno, che secondo Abi sono i migliori dall’aprile 2012, quelli relativi ai prestiti alle famiglie sono praticamente fermi (-0,1%) rispetto al giugno 2014, e in calo dello 0,6% rispetto al maggio 2015. Dati comunque negativi, certo, ma che sono molto meglio del picco negativo di -4,5% registrato nel novembre 2013.

Tornando ai tassi di interesse, secondo i dati Abi a giugno 2015 il tasso medio di tutti i prestiti ha segnato il minimo storico del 3,42% (nel 2007 il dato era al 6,18%). Scorporando il solo dato sui mutui casa, tale tasso si è attestato al 2,75% (a maggio la media dei tassi di interesse era del 2,65%, mentre nel 2007 si era raggiunta quota 5,72%).

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    Mutuando di Floriana Liuni

    Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.