Separazione sulla carta, l’Imu si versa

A specificarlo la Corte di cassazione

Niente esenzione se gli ex coniugi abitano in comuni diversi in qaunto esiste ancora il nucleo familiare. La cassazione è rigida sull’applicazione della norma.

Il caso

I due coniugi si erano separati, ma solo sulla carta. Non avevano formalizzato la separazione davanti al giudice, lui viveva in una altra casa mentre lei era rimasta nell’abitazione principale.

Le commissioni tributarie coinvolte nel giudizio, provinciale e regionale, avevano dato ragione, in entrambi i casi, ai due coniugi, riconoscendo l’esenzione e quindi potevano non pagare l’Imu su due abitazioni. Ma il contenzioso è arrivato fino alla corte di cassazione, che ha ribaltato la decisione, accogliendo la tesi del comune che rivendicava il pagamento dell’Imu.

La decisione

Per il comune, che ha portato fino in cassazione la vicenda, l’agevolazione sull’Imu, che consente a due coniugi residenti in comuni diversi, per ragioni lavorative, di avere una esenzione sul pagamento dell’imposta, deve essere interpretata in maniera rigorosa e non puo’ estendersi al caso in cui non dimorino e non risiedano abitualmente entrambi i coniugi che non siano legalmente separati.

Nella sentenza 1199/22 si ricorda che, in decisioni precedenti, si è consolidato un orientamento interpretativo sull’articolo 13 comma 2 del dl 201/11. La disposizione richiede ai fini dell’esenzione Imu non solo che il possessore e il nucleo familiare dimorino nell’immobile, ma che vi risiedano anagraficamente.

Per la corte: “ nel caso in cui due coniugi, non separati legalmente, abbiano la propria abitazione in due differenti immobili, il nucleo familiare (inteso come unità distinta ed autonoma rispetto ai singoli componenti) resta unico, ed unica, pertanto potrà essere anche l’abitazione principale ad esso riferibile, con la conseguenza che il contribuente, il quale dimori in un immobile di cui sia il proprietario (o titolare di un diritto reale) non avrà alcun diritto all’agevolazione se tale immobile non costituisca anche dimora abituale dei suoi familiari non realizzandosi in quel luogo il presupposto dell’abitazione familiare, la nozione di abitazione principale postula, pertanto, l’unicità dell’immobile e la richiede la stabile dimora nel possessore del suo nucleo familiare, sicché non possono coesistere due abitazioni principali riferite a ciascun coniuge sia nell’ambito dello stesso comune sia in comuni diversi”.

Inoltre la corte fissa un principio: le norme di agevolazione fiscale non sono da interpretare in maniera estensiva e si applicano ai casi espressamente previsti perché sono di natura eccezionale perché rappresentano deroga al principio costituzionale della capacità contributiva.

La disposizione

L’articolo esaminato dai giudici stabilisce tra le altre cose relative all’Imu che: nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Una circolare del ministero dell’economia aveva aperto all’esenzione qualora gli immobili fossero in comuni diversi. Ora è intervenuta la legge di bilancio 2022: la nuova disposizione consente l’esenzione per uno degli immobili in comuni diversi a scelta del coniuge. Si parla però di coniugi non separati.

1 February 2022 di

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