Prima casa, la residenza fa la differenza

Ecco tutte le regole e le novità

Una delle condizioni per usufruire dei benefici prima casa dal punto di vista fiscale è quella di avere la residenza presso l’immobile acquistato e indicato come prima casa.

La residenza anagrafica coincide in molti casi con la residenza fiscale del contribuente ed è individuato dal luogo dove il soggetto vive la maggior parte dell’anno. La richiesta di cambio di residenza avviene presso l’ufficio anagrafe del comune, attenzione a dichiarare la verità sulla propria residenza, si rischia in caso di informazioni erronee di compiere un reato il falso in atto pubblico per cui è prevista una pena con reclusione da uno a sei anni.

Sgravi fiscali e residenza. 18 mesi per il trasferimento

Per quanto riguarda più strettamente il campo prima casa, per usufruire degli sgravi fiscali riconosciuti dalla legge, è necessario, al momento della stipula dell’atto, inserire una serie di dichiarazioni.

Il rispetto delle condizioni tra cui quello della residenza porta ad avere una riduzione dell’imposta di registro e dell’Iva, delle imposte di bollo. Sul fronte del contratto di mutuo per lo sgravio del 19%, il fisco richiede che coesista titolarità del contratto e titolarità della proprietà.

E se al momento della firma del rogito io non risiedo nell’immobile? Nel caso delle imposte il fisco richiede che lo spostamento della residenza avvenga entro 18 mesi dal rogito. Nel caso degli interessi passivi, la detrazione in dichiarazione è riconosciuta se la residenza è spostata entro un anno dall’acquisto.

La prova nel certificato dello stato civile

Ricapitolando dunque, deve risultare in base ai dati anagrafici di risiedere o lavorare nel comune dove è stato acquistato l’immobile. La prova del trasferimento deve risultare dal certificato dello stato civile e dalla doppia dichiarazione resa al comune che si lascia e a quello dove si intende fissare la nuova dimora abituale. Non è prova l’aver attivato le utenze di acqua e luce; la prova deve essere documentale.

Le altre condizioni prima casa.

Gli altri requisiti prima casa, lo ricordiamo, sono che la casa non sia accatastata nelle categorie lusso, che il contribuente non abbia altre abitazioni nello stesso comune, che non abbia altre abitazioni acquistate con il bonus prima casa in qualsiasi parte dell’Italia. In caso per mantenere le agevolazioni prima casa dovrà vendere l’immobile entro 1 anno dal nuovo rogito.

Termini 2022, il calcolo riparte dal primo aprile

Come si calcolano i 18 mesi per il trasferimento della residenza? Dalla data del rogito il cambio deve essere ultimato in quell’arco temporale. Nel 2020 con la pandemia ci sono stati interventi da parte del legislatore sui termini congelati.

Ne abbiamo scritto in queste pagine. Da ultimo il decreto mille proroghe ha rispostato i termini a marzo 2022. Ora L’Agenzia delle Entrate in una risposta a un lettore ha ufficializzato il nuovo calendario: “Si conferma che il decreto legge n. 228/2021 (decreto Milleproroghe) ha ulteriormente sospeso (fino al 31 marzo 2022) il termine per porre in essere gli adempimenti legati alle agevolazioni prima casa. Più esattamente, la proroga è stata disposta dalla legge di conversione (si veda l’Allegato della legge n. 15/2022) che ha inserito il comma 5-septies nell’articolo 3 del Milleproroghe".

Rientra tra quelli sospesi fino al 31 marzo 2022 il termine dei 18 mesi dall’acquisto della prima casa entro il quale il contribuente deve trasferire la residenza nel Comune in cui si trova l’abitazione. Ma anche quello di un anno entro cui il contribuente che ha acquistato l’immobile da destinare a propria abitazione principale con le agevolazioni fiscali deve procedere alla vendita della casa posseduta. E, ancora, il termine di un anno dalla cessione dell’immobile acquistato con i benefici prima casa e avvenuta prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto (cessione infra quinquennale) entro il quale il contribuente deve acquistare un altro immobile da destinare a propria abitazione principale.

Si ricorda che questi termini erano già stati sospesi da marzo 2020 a dicembre 2021 dal decreto legge n. 23/2020 (articolo 24). Per effetto della nuova sospensione, quindi, i termini entro i quali bisogna porre in essere gli adempimenti necessari per non perdere le agevolazioni prima casa riprenderanno a decorrere dal 1° aprile 2022.

22 March 2022 di

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Commenti

  • C CRISTINA CARLONI2022-08-24 13:30:00

    Buongiorno, nel periodo intercorrente tra l'atto di acquisto della 1° casa e i 18 mesi per il trasferimento residenza, fiscalmente l'immobile può essere indicato come 1° casa nella dichiarazione dei redditi oppure solo da quando il Comune conferma il trasferimento della residenza? Se è 2° casa le imposte da versare, come l'Imu, sono elevate. Grazie.

    Rispondi
  • C Cristina Bartelli2022-09-07 11:54:48

    Cara Cristina, il tema è dibattuto e la legge è molto stringata in merito. In una recente risposta, la numero 399 del primo agosto, l’Agenzia delle Entrate ha riepilogato la posizione sia delle circolari del fisco sia delle sentenze da cui emerge che si dà per adempiuto il passaggio burocratico nel momento in cui si trasmette al comune il trasferimento della residenza e non bisogna attendere la conferma del comune.

    Rispondi
  • D DIEGO RINALDI2022-10-10 12:37:21

    Buongiorno, chiedo se anche per il termine di 12 mesi entro i quali bisogna trasferire la residenza per non perdere i benefici di detrazione degli interessi passivi del mutuo vale il "congelamento" del milleproroghe. Grazie mille.

    Rispondi
  • C Cristina Bartelli2022-10-25 12:08:33

    Caro Diego, no il congelamento ha riguardato i 18 mesi necessari per il trasferimento della residenza ai fini dell’imposta di registro e delle agevolazioni prima casa.

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